Lauropoli, la Purificazione nella Candelora

lauropoli-cassano-madonna-purificazione-candelora Lauropoli, Madonna della Purificazione
Il particolare rito nel giorno della Candelora
Originato dal miracoloso salvataggio del raccolto
Le cinte portate da bambini

La Calabria dei 409 comuni è in realtà una regione di migliaia di frazioni, escludendo le contrade che a contarle ci vorrebbe un computer ultima generazione. Dal Pollino a Spartivento c’è tutta la casistica. Da piccoli grumi urbani con la piazzetta, la fontana, la chiesa, a volte agglomerati che sono più consistenti dei capoluoghi. Quasi tutte le frazioni marine hanno il municipio nel borgo collinare, vari comuni fusi in passato, altri sorti da casali durante il dominio francese come ricompensa ai patrizi fedeli al nuovo sovrano.
Cassano all’Ionio è un comune della provincia di Cosenza con circa 18.000 abitanti. In realtà si tratta di un capoluogo e tre frazioni che accolgono gran parte della popolazione residente: Doria (oltre 1000), Sibari (circa 5000, Lauropoli (circa 5500) da fonte web.
Si tratta di un territorio con una connotazione polivalente che lo pone ai livelli primari regionali per i contenuti storici, culturali, architettonici, ambientali. L’area archeologica e il museo di Sibari, la Grotta di Sant’Angelo, le Terme Sibarite, laghi di Sibari, il borgo con consistenti valenze, ne fanno un luogo di grande fascino. continua dopo le foto


In una cittadina composta da frazioni consistenti ricorre un clima di orgoglio territoriale che, spesso, fa vibrare nelle frazioni il sentimento dello spazio vissuto come se fosse paese autonomo. In alcuni casi con toni vivi, spesso con l’armonia della condivisione.
Nel caso specifico di Lauropoli, che del capoluogo ha quasi pari livello demografico, ma non pari storia e consistenza architettonica, corre armonia e reciprocità.
Vari aspetti elevano la percezione d’importanza di una frazione, sovra tutto le processioni religiose. E’ raro che una frazione consistente (in molti casi già comune) non vi sia il proprio santo protettore. Per sapere se tra capoluogo e frazione esiste dialogo sociale occorre andare alle rispettive feste patronali ed osservare le eventuali presenze degli “ospiti”.

A Lauropoli la festa religiosa identitaria ricorre il 2 febbraio nel giorno della Candelora, si tratta della Madonna della Purificazione. Da tempo avevo in agenda tale ricorrenza che ha trovato compimento venerdì 2 febbraio 2018.
A Cassano paese sono stato decine di volte, mai a Lauropoli. Non si trova lungo una arteria e ci devi andare apposta. L’occasione è utile anche per una visita al luogo.
Sul web e con le dovute telefonate mi documento sullo sviluppo del rito. Ci vorrà mezzogiorno per la processione ma faccio il modo di arrivare qualche ora prima, alle ore 9,30. Vado nella chiesa della Presentazione del Signore per accertarmi degli sviluppi e subito mi avvio per le strade della frazione. E’ ampia, pianeggiante e si dilunga verso la costa. E’ un contesto urbano originato nei decenni conclusivi del 18° secolo, ad opera dalla figlia del Marchese Serra di Cassano, Laura Serra, alla quale è intitolata la via centrale. Strade ampie e marciapiedi spaziosi ne consentono un facile andare sia in auto che a piedi. Non esiste, ovviamente, un borgo antico ma la parte primigenia mostra una chiara eleganza nelle facciate di case e palazzi con decorazioni e abbellimenti estetici significativi. Ho modo di vedere anche l’altra chiesa dei Sacri Cuori di Gesù e Maria che si trova nell’ampio spiazzo racchiuso tra via Sibari e via Borsellino. S’incrociano consistenti negozi per ogni commercio e numerosi locali di accoglienza. Si nota un livello di decoro che dovrebbero averlo tutte le località turistiche. Spiazzi e piazze indicano una urbanizzazione con mirato senso civico.

Rientro in chiesa a metà messa; la navata colma d’ogni età, tanti sulla porta, non pochi fuori sulle gradinate laterali. Il parroco officiante è coadiuvato da altri tre religiosi. La statua al limite sinistro del presbiterio con grande addobbo floreale. Le cinte poste a metà del lato sinistro. Sul lato destro del presbiterio autorità civili e militari, sulla sinistra i portatori nella particolare uniforme che si distinguono nella massa. Due di essi fanno il giro della raccolta monete. L’officiante annuncia l’impossibilità del Vescovo ad esserci fin dall'inizio per il protrarsi d'impegni nella Capitale, cercherà di arrivare per fine processione. La messa cantata impegna un nutrito gruppo di coristi diretti da una suora dai lineamenti orientali. Nell’ambito della liturgia avviene la benedizione delle candele che gran parte dei fedeli hanno in mano, anche più d’una.
Alle ore 12,15 finisce la celebrazione, il parroco invita tutti ad uscire per disporre la statua. Alle 12,30 la statua è fuori dalla chiesa al centro delle due alte gradinate accolta da un grande applauso. Inizia la processione

Davanti la banda del vicino paese di Canna, poi il crocifero con la croce astile e accanto due bambini ognuno dei quali porta un cestino con due colombe di gesso, seguono le cinte, la teca contenente gli ori donati alla Madonna (portata da tante donne che in coppia si alternano), i religiosi officianti, la statua, il popolo.
Cinte se ne contano quattro, ognuna poggiata su due assi, un bambino avanti e uno dietro alternandosi i tanti fanciulli presenti; le costruzioni sono state realizzate dal Centro Sociale Anziani. Per l’odierna ricorrenza è arrivata una fedele da San Severino Lucano con una straordinaria cinta a forma di sole portata sulla testa; altre donne chiedono a rotazione di poter fare da portatrici.
Lungo il percorso tanti tavoli davanti alle case allestiti dai cittadini per accogliere la statua, si contano circa dieci fermate. Molti balconi addobbati con una varietà espositiva: damaschi, lenzuola ricamate, coperte ornate, fino a quattro sullo stesso balcone. L'immancabile presenza di anziane donne dai balconi o dietro le svetrate impossibilitate al corteo per l'età o per la cagionevole salute.
A metà percorso, offerti da famiglie, due tavoli colmi di taralli e dolci tipici del luogo; si rivela una sosta ben accolta da tutti ed ognuno ha avuto il suo “boccone”. Durante la processione il parroco ripete continuamente del Vescovo che certamente arriverà in tempo per portare il suo saluto a fine processione. Credo di non fare peccato dicendo che non fosse nelle sue intenzioni accelerare il cammino per dar modo ai cittadini d’incontrare il Vescovo alla fine.

Si va avanti ad andamento lento, si ritorna sotto la chiesa alle ore 16 circa. La prassi a tal punto prevede una sosta nella dimora che fu della fondatrice del luogo (accanto alla chiesa), ora sede di attività sociali. Con la statua accedono nell’atrio i portatori e pochi altri; qualcuno stappa una bottiglia e distribuisce fette di dolci. Alle ore 16,15 la statua prende a salire le scale e fa accesso in chiesa. La Navata colma, il parroco nella posizione da celebrante, arriva il Vescovo della Diocesi di Cassano Mons. Francesco Savino. Il dovuto applauso accoglie l’alto prelato originario di Bitonto il quale si scusa per il ritardo; essenzializza il suo dire sul significato della festa, invoca la presenza di Maria, chiude con la Benedizione ai presenti.
Sono circa le ore 16.30, ognuno prende la strada di casa. Anch’io salgo in macchina, mi fermo in un punto in cui si ammira l’ampio panorama di Cassano per il solito (ritardato) panino delle uscite. Arrivo a casa che sono le 18.30. Metto al loro posto gli attrezzi, mi siedo sulla scrivania e accendo il computer; nei secondi di bootstrap gli occhi vanno sul calendario ove noto su lunedì 5 l’appunto Sant’Agata del Bianco in provincia di Reggio, già lunedì prossimo si festeggia Sant’Agata.
Antonio Cima 03-02-2018

da http://www.lauropoli.it/feste/madonna_della_purificazione/madonna.htm
Il popolo di Lauropoli nutre una particolare devozione per la Madonna della Purificazione non solo perché è la sua Patrona ma anche perché custodisce gelosamente una serie di miracoli tramandati attraverso i decenni da padre in figlio. Si narra, infatti, che alcuni decenni fa, mentre nei campi di grano le spighe erano già mature, numerosi sciami di cavallette invasero le colture della Piana di Sibari, i cittadini di Lauropoli in quell'occasione invocarono l'intervento della Madre celeste e portarono la statua della Madonna in processione tra i campi. Miracolosamente le migliaia di cavallette andarono verso il mare e il raccolto fu salvo.
Si tramanda, inoltre, che poiché la statua della Madonna era ritenuta “miracolosa" vi fu un tentativo di furto da parte di alcuni cassanesi, la statua però arrivata all'imbocco del paese divenne così pesante che fu, per paura e timore, abbandonata sul posto. I cittadini di Lauropoli la recuperarono e la ricollocarono nella chiesa della Purificazione.
Ogni anno la festività della Madonna della Purificazione costituisce un forte richiamo per tutti i cittadini che lavorano o si sonostabiliti in altre città. Si ricompongono intere famiglie “patriarcali” nel nome della Madonna, siedono a tavola due o tre generazioni insieme: i nonni, i genitori, i figli e i nipoti, riscoprendo l'antica gastronomia. Alle celebrazioni religiose sono state affiancate alcune iniziative di carattere civile.

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