Taurianova e il tradizionale U'MBITU

tauriano mbitu U'MBITU di Taurianova
 Il grande Falò che avvia la festa patronale
Una moltitudine di fasci di lupinazzi infuocati
A riscatto delle amarezze della Madonna della Montagna

© Riproduzione riservata - Nessun uso è consentito degli elementi della pagina
Ludovico Ariosto, Orlando Furioso 7° Canto

Chi va lontan da la sua patria, vede
cose, da quel che già credea, lontane;
che narrandole poi, non se gli crede,
e stimato bugiardo ne rimane:
che 'l sciocco vulgo non gli vuol dar fede,
se non le vede e tocca chiare e piane.
Per questo io so che l'inesperienza
farà al mio canto dar poca credenza.

E’ probabile che Ariosto questi versi scrisse dopo qualche accadimento simile a quanto raccontato in questa pagina, o ad una delle tante di pari sostanza sul sito.

A Taurianova ricorrono i festeggiamenti della Madonna della Montagna vicina (per distinguerla da quella arrassu -lontana- di Polsi) nei giorni 7-8-9 settembre. Ma il particolare evento correlato alla festa avviene nella sera del 29 agosto (giorno che inizia la Novena) con il grande falò detto U’MBITU (l’invito). La tradizione ha radici lontane e profonde che sommano la valenza devozionale alla Madonna e usanze di forma pagana legate al culto del fuoco e della terra. continua dopo le foto

Il rito si svolge nella centrale piazza Macrì ove insiste il Duomo Santa Maria delle Grazie. Alle ore 19 la celebrazione della messa, a seguire il falò. In centro piazza viene disposta un’area circolare con sabbia con alcuni fasci di luppinazzi (fasci steli secchi di piante di lupini) in verticale per l’avvio del fuoco che spetta in simbiosi alle autorità comunale e religiose del momento: il sindaco Fabio Scionti e il parroco delle Madonne delle Grazie Antonio Spizzica. Il rito inizia con la simbolica accoglienza del sindaco presso un banchetto ove ai saluti fanno seguito vassoi colmi di buoni dolci locali accompagnati dallo stappo di alcune bottiglie di spumante. Segue un breve corteo fino al falò da parte delle autorità accompagnate dalla banda musicale. Il Sindaco e il Parroco danno il via all’accensione del falò con due ceri appiccati da Cecè Alampi intorno alle ore 20,30. A tal punto il primo storico lanciatore di fascio, Giuseppe Francetti, avvia il grande rito. Si mette in ginocchio davanti alla fiamma, si china, fa un triplice segno della croce e lancia il primo fascio. Segue un’anziana signora che dal fare mi appare con una figura di riguardo popolano. Segue una graduale e coordinata successione, il Sindaco, l’On. Angela Napoli, altre autorità, l’intellettuale cittadino Cecè Alampi che dello U’mbitu sa tutto e lo scrive e racconta in ogni occasione divulgativa evidenziandosi come fonte culturale impareggiabile sull’evento. Il lancio dei luppinazzi va avanti per oltre mezz’ora con la partecipazione di uomini e donne, anziani e giovani, con corposi ed esili fasci. Alla fine dei lanci entrano nello spazio del falò le zampogne, i giganti Mata e Grifone di Taurianova e i tamburinari, immancabili nelle feste di piazza del reggino.

I vegetali secchi in passato venivano raccolti nei territori della Piana, oggi arrivano da Vena Superiore, provincia di Vibo, dove vengono coltivati per tali finalità. A tale pianta è legata una leggenda che vede al centro la Madonna. Si narra che la SS Maria per sfuggire ai militari di Erode che si adoperavano per l’uccisione del Bambinello che stringeva al petto, passando davanti ad un campo di lupini secchi vi si nascose. Ma l’attraversamento degli arbusti secchi produsse così tanto rumore da allertare i soldati. Quanto i militari chiesero a Maria cosa nascondesse nel mantello, Lei rispose di proteggere dei fiori. All’imposizione dei soldati di scoprire il mantello, rose, gigli e altri fiori apparvero alla vista degli aggressori. Così fu salvo il Bambino. La Madonna prese a male il rischio procurato dai lupini maledicendoli alla eterna amarezza esclamando (secondo la narrazione con dialetto del reggino) “chi mmu ndaviti la me amarizza” (che abbiate la mia amarezza). Da ciò la natura amara del legume che va particolarmente trattato per diventare commestibile. Nel linguaggio della fede un elemento di avversione a Maria, che fece rischiare la vita di Gesù non merita altro che bruciare, e ciò fanno i cittadini che in passato appartenevano ai paesi di Radicena e Jatrinoli che dal 12 marzo 1928 si sono fusi in Taurianova. Insieme ai residenti tanti fedeli provenienti dal comprensorio partecipano al Fuoco della Madonna della Montagna.

Coloro che intervengono al rito del fuoco sono spinti da diversificati motivi; chi per semplice fede, chi per sciogliere un voto, chi per chiedere una grazia, chi per ringraziare di una grazia ricevuta, chi per semplice gesto tradizionale. Alcuni si avvicinano al falò con la compostezza di una chiesa, un adulto che accompagna un ragazzo, un giovane che accompagna un anziano, un padre porta per mano un bambino che impugna pochi ramoscelli da lanciare.

L’accensione del fuoco rientrava nell’antico privilegio e potere delle Autorità locali che con l’accensione ribadivano il ruolo di governo. Da ciò l’indiscutibile fiammella iniziale affidata al sindaco. U’Mbitu rappresenta vari aspetti della socialità condivisa; è l’invito alla festa, alla partecipazione, alla coesistenza. In passato il fumo del falò, il riverbero del fuoco, erano il segnale per la Piana che il giorno successivo iniziava la Novena che conduceva ai tre giorni di festa patronale. Alla forma e alla consistenza delle fiamme (alte, basse, larghe, strette, dritte, ondulate,..) veniva attribuito un particolare significato di benevolenza o avversità.

Nella odierna ricorrenza, dopo i magnifici fuochi d’artificio conclusivi, nella fase finale di spegnimento con acqua e sabbia, un uomo si avvicina con strati di carta stagnola chiedendo all’operatore vi versavi sopra un po di cenere e braci da portar via. Un territorio vocato alla lavorazione della terra trovava riscontro nella venerazione di Santi Protettori del bestiame, degli attrezzi e degli eventi fieristici. Alla fine del falò era usanza diffusa fare ciò che oggi ha fatto un solo fedele, ovvero portare un po di cenere a casa per fini protezionistici e propiziatori; sui tetti contro i fulmini, nelle stalle per tutelare le bestie, nei campi per renderli rigogliosi, in casa per la tutela dei figli.

Oggi di tutto ciò non è rimasto niente, molti non sanno nemmeno delle antiche credenze legate allo U’mbitu. Partecipano in tanti taurianovesi e del reggino con spirito di giovialità, per socializzare, ritrovare le tradizioni per i tanti emigrati che per l’occasione rientrano. In questa edizione 2018 le luci del falò si sono esaurite alle ore 21.30, chi si dirada, chi fa crocchio, i bar si affollano, alcuni seduti sui muretti, altri ai bordi dei marciapiedi alti. Una breve sosta al bar, qualche scambio di pareri su ciò che è stato, poi mi avvio verso la macchina per rientrare, cosa che avviene prima della mezzanotte, con buona pace di Ariosto.

Antonio Cima 30-08-2018

Per saperne di più:

http://www.comune.taurianova.rc.it/index.php?action=index&p=408

https://it.wikipedia.org/wiki/Festa_della_Madonna_della_montagna_(Taurianova)

https://www.youtube.com/watch?v=5mm9kATG6Ag

Aggiungi commento

REGOLAMENTO SUI COMMENTI:
1- i commenti sono sottoposti a restrizioni
2- sono consentiti commenti su soggetti e fatti pubblici
3- saranno esclusi commenti e citazioni impropri di persone e ambiti privati
4- saranno escluse citazioni irridenti o non rispettose di commenti altrui
5- saranno esclusi commenti senza rilevanza di tema
6- è ammessa la forma satirica esclusivamente in relazione a contenuti pubblici
7- solo i commenti che la redazione riterrà conformi a quanto sopra saranno pubblicati

In Evidenza


AMANTEA, CALABRIA

 amantea matrice 3
 Amantea
Le 101 cose
 


 Bronzi-di-Riace
Calabria
101 luoghi
151 cose


 Calabria
La Calabria
raccontata con
video storici


 amantea-varette-2008
Amantea
Storia della Pasqua
Testi, video, foto,
commenti, riti, canti
 
 

temesa logo
I Luoghi di Temesa

amantea-venerdi-santo-varette-2013-corteo
Amantea
Diario dei Riti
e Usanze Religiose

amantea-chianura
 Borgochianura.it
Story


 amantea-isca
Amantea3.it
Story
 

amantea-Carnevale-2003
 
Amantea 
Il Carnevale

Testi, video, foto
raccolta di 15 anni

amantea raccolta reti
Marineria di Amantea
Mestieri, usi, costumi 

s-antonio-amantea
Rassegna storica
sulla festività di
Sant'Antonio

yt webiamo
34 video sul canale
YT Webiamo

yt antonio cima
83 video sul canale
YT Antoniocima

amantea fiera 2008
Storia della fiera
Testi, video, foto
raccolta di 10 anni

petilia santa spina
Riti Pasquali

In Calabria


 amantea la ninna natale
Storia del Natale
Testi, video, foto


amantea-anziani
Dialetto Amanteano
500 parole desuete,
o pressochè dimenticate
o sconosciute ai più giovani

amantea chjanura-grotta
Eventi nel Borgo
video, foto, testi

pizzi-cu-ova
Dolci Pasquali

 amantea frittata carnevale
Enogastronomia

collegio-gesuiti
Edifici storici 




© Copyright  "Webiamo.it"  |  E-mail: info@webiamo.it  |  Webmaster: Antonio CIMA