San Cosmo Albanese, SS Cosma e Damiano

s-cosmo-albanese-ss-cosma-damiano-2018 San Cosmo Albanese, Festa dei SS Cosma e Damiano
Nel frequentatissimo Santuario, da tutta l'area nord Calabria, fedeli ortodossi e cattolici
 Lungo il corteo i canti greci dei religiosi arbereshe, i canti dialettali devozionali delle donne, la donazione di confetti, caramelle e banconote davanti gli usci delle case

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RITI ALBANESI DI CALABRIA: SS COSMA E DAMIANO A SAN COSMO ALBANESE
La ricorrenza religiosa dei SS Cosma e Damiano non è molto diffusa in Calabria; è praticata quasi esclusivamente nelle province a sud della regione. Nell’area cosentina trova obbligata pratica a San Cosmo Albanese che, per via del nome, ne è la festa patronale il 27 settembre. La venerazione per i due Santi Medici non riguarda solo i sancosmitani (Strigàjot in arbereshe) ma tutta l’area albanese regionale e gli altri paesi della zona nord/est della provincia di Cosenza. Il superbo Santuario che si trova nel pieno centro cittadino di San Cosmo, richiama moltitudini di fedeli ortodossi e cattolici non solo nei giorni di festa patronale, ma tutto l’anno con continui cammini e pellegrinaggi.
Ho assistito al rito dei due Santi, figli di Santa Teodora,
a Riace, ma altra cosa mi aspetto in terra albanese con rito ortodosso.
Sono partito da casa alle ore 13,30, arrivando intorno alle ore 15,15; ho preferito fare il giro da Cantinella piuttosto che accorciare da metà Valle Crati per l’impervia strada che taglia la collina. So che la processione inizia alle 16,30, arrivo prima per fare un giro in paese, cosa impedita da un fastidioso, freddo e forte vento. Trascorro un’ora nel Santuario stupito dalla bellezza decorativa e dalla infinità di opere dipinte su ogni centimetro delle tre navate. Le statue da portare sono collocate ad inizio navata destra avvolte da una coreografia di forme e colori occasionali nei riti cattolici, ma abituali nei riti ortodossi. continua dopo le foto

La chiesa colma di fedeli e altri in continuo arrivo che passano davanti alle statue prima di trovare spazio negli interstizi vuoti. In coro si recita il Rosario in lingua italiana.
Alle ore 16,20 arriva S.E. Mons.
Donato OLIVERIO accompagnato da vari prelati; il tempo di indossare gli abiti liturgici, un breve canto corale in lingua greca, la benedizione secondo le forme ortodosse, e si avvia la processione alle ore 16,30. Alla gran folla che attende sul sagrato si unisce la moltitudine dei fedeli presenti in chiesa.
Non pensavo a una simile portata che mi sorprende per la dimensione. Il paese ha poco oltre 500 anime residenti; per la sua posizione addossata alla vasta piana della sibaritide avrà, suppongo, tanti originari del luogo sulla costa. Tutte le strade periferiche colme di auto, tanti pullman parcheggiati negli spazi disponibili. Tutto ciò ha formato il grande seguito che si accoda nell’ordine processuale: uno stendardo con ampio damasco rosso con le icone dei Santi portato dalla stessa persona per tutto il tempo, un gonfalone con una croce sulla sommità dell’asta portato da un crocifero ammantato con un abito damascato con croce sopra, un duo con fisarmonica, la banda musicale cittadina “Strigari”, le donne in costume albanese, le autorità civili e militari, il vasto gruppo dei religiosi compreso il Vescovo, le statue dei Santi, i fedeli al seguito.
Si va in lungo e largo per strade e vicoli del paese, nel centro e nelle zone periferiche. Si apprezza il decoro urbano tipico di tutti i paesi albanesi. Una moltitudine di tabelle con riferimento a lavori finanziati con fondi europei. Si percepisce chiaramente lo spopolamento, pur in un contesto di diffusa integrità strutturale delle abitazioni. I fondi stradali e tutte le parti accessoriali urbane si mostrano in perfetto stato di efficienza e sicurezza. Su tanti muri, balconi, porte, finestre e vetrine tanti cartelli “vendesi – affittasi”, che è una connotazione crescente in tutti i piccoli e medi paesi calabresi.
Ovunque le processioni dei piccoli centri sono accolte con balconi adornati da lenzuola e damaschi; ma ciò non ho riscontrato a San Cosmo, evidenziandosi tanti balconi e finestre chiusi, solo in un balcone un damasco, in pochi altri anziani a guardare la processione.
Per i vicoli della parte alta (centro storico) la tradizionale donazione di confetti, caramelle e banconote da parte di tante donne anziane sull’uscio di casa. E’ una usanza praticata anche nelle processioni cattoliche del territorio. Ciò fa ritenere il costume una caratteristica della zona di influenza del Pollino più che una specifica promanazione confessionale. Le banconote vengono infilate in una fessura nel piedistallo, confluendo in un cassonetto sottostante. Chi dona solo confetti, chi solo caramelle, chi solo denaro, in maggioranza conferiscono i tre elementi.
Lungo il percorso, frequentemente, i brani della banda si alternano al canto dei religiosi in lingua greca, intonati secondo le metodologie canore ortodosse.
In coda un folto gruppo di donne si appassiona ad una litania canora dedicata ai Santi protettori, pur emergendo molto di più il nome di Cosmo, forse per via della corrispondenza al nome del paese. Il canto, stranamente, avviene in dialetto calabrese cosentino e non in albanese come ci si aspetterebbe in un comune albanese.
La processione ritorna sul sagrato alle ore 18,35, i santi vengono disposti fronte paese e fedeli, iniziano i fuochi di armoniosa coreografia, sminuiti dal chiarore che ne attenua la portata caleidoscopica. Alle ore 18,45 si rientra in chiesa, si riposizionano le statue, vari canti, il conclusivo passaggio davanti alle statue per il bacio finale che chiude la festività patronale nell’anno.
Sulla strada del ritorno, per buona parte del tempo, la mente ha spaziato sulla importante componente albanese di Calabria, che da cinque secoli persevera nelle usanze della tradizione arbereshe, ricchezza regionale che maggiore rilevanza dovrebbe avere. E’ auspicabile un futuro di apertura verso il turismo religioso ed esperienziale che questa comunità, questi luoghi, e questa cultura, sono in grado di sostenere.
Antonio Cima 28-09-2018


Per approfondimenti sull’Arberia di Calabria vedi:

http://www.arbitalia.it/tradizioni/tradita.htm

 https://it.wikipedia.org/wiki/San_Cosmo_Albanese

 http://www.arbitalia.it/speciali/derosis_santi_cosma_damiano.htm

 http://www.arbitalia.it/news/spezzano/2004/fera_sancosmo.htm 

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