Santa Caterina dello Ionio, "Cunfrunta" 2019

santa-caterina-ionio-cunfrunta-2019 LA “CUNFRUNTA” 2019
DI SANTA CATERINA DELLO IONIO (CZ)
IL TRADIZIONALE EVENTO DI PASQUA IN CALABRIA
 

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La ritualità religiosa del periodo pasquale, ovunque, si completa con le affollate messe della Domenica di Giubilo. Quella calabrese a ciò aggiunge uno spazio che, alla liturgia nelle chiesa, si sviluppa nelle piazze e strade di tanti comuni, con quella che primariamente viene chiamata “Affruntata”, ma che diversamente è appellata anche “Cunfrunta”, “Cumprunta”, “Svelata”, “Sbelata”, “‘Ncrinata”. E’ praticata massicciamente nelle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, in misura minore nella provincia di Catanzaro. Ne sono completamente escluse le province di Cosenza e Crotone. E’ Evidente che ciò rimanda a quelle che furono la Calabria Latina (o Citra) e la Calabria Greca (o Ulteriore).
Il concetto predominante di questi eventi, molto di Pietà Popolare e meno di ordinamento liturgico, è quello di fare in modo che Maria Addolorata, ammantata di nero e affranta dal dolore per la scomparsa del “Figlio”, possa incontrare Gesù risorto. Al contatto tra “Madre” e “Figlio” a Maria cade il mantello nero emergendo il vestito di giubilo, generalmente celeste, a volte bianco o di colore chiaro e luminoso. Se il mantello nero non cade viene interpretato come presagio di sventura, almeno così era in passato. continua dopo le foto



Trattandosi di Religiosità Popolare non esiste unicità metodologica, ma tanti modi diversi di esternare il rito nei vari territori. In prevalenza, oltre alle statue di Gesù e dell’Addolorata, compare anche quella di San Giovanni Battista che fa da “spola” per favorire l’incontro tra “Madre” e “Figlio”. In alcuni casi esistono ulteriori figure di Santi, in altri solo quelle di Maria e Gesù.
Non manca, ovviamente, il corteo per le vie cittadine che si sviluppa in varie modalità in relazione alle chiese interessate e alle distanze. Generalmente sono coinvolte due chiese, a volte una sola, da cui si avviano separatamente “Madre” e “Figlio”. L’Incontro avviene sempre nella via centrale del comune; nei preliminari le due statue (Gesù e Maria) vengono collocate alle estremità del tratto stradale. Vari sono i criteri di avvicinamento delle due figure sorrette sulle spalle dai portatori. Conclusa tale fase (alcuni minuti) Gesù e Maria si vanno incontro correndo, fino al contatto ravvicinato in cui Maria passa dal lutto al tripudio della Resurrezione di Gesù. E’, questo, un momento collettivo di gioia irrefrenabile, per alcuni una forma di trans emotivo, a non pochi scappano le lacrime, tutti toccano e baciano le due statue.
Giusto il tempo per riordinare le fila e inizia il corteo che porta nella chiesa Madre per la messa conclusiva. In alcuni luoghi tale corteo è una vera e propria processione per tutto il paese con le due o tre statue affiancate (se sono quattro due avanti e due subito dopo); in altri contesti si tratta di un breve percorso che porta in chiesa. La messa ha la connotazione solenne del particolare momento partecipata parimenti dai tanti fedeli.

Nella “Cunfrunta” 2019 di Santa Caterina dello Ionio sono stati coinvolti (dalle ore 9,30 alle ore 12,30): le confraternite cittadine del SS Rosario e SS Sacramento, i portatori storici delle statue, i portatori dei gonfaloni, i bambini angeli, il parroco Don Joseph Vattathil, la banda musicale "due Mari" di Tiriolo, tanti fedeli cittadini.
La statua di Gesù è uscita dal chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta, mentre quella dell’Addolorata dalla chiesa SS Rosario. Maria, con una brevissima percorrenza, è stata posizionata al limite nord di via Roma; Gesù, dopo ampio giro per i vicoli del borgo, è stato posto a metà di via Roma accanto alla centrale piazzetta.
In questo rito non è contemplata la presenza di San Giovanni, ma lo scorrere di gonfaloni confraternali tra le due statue portati da singoli o da tre persone, in relazione alla dimensione del drappo e dell’asta. In più esistono dei bambini angeli annunciatori dell’evento. Per tre volte si assiste allo scorrere dei portatori e dei tre bambini angeli. E così si arriva alla fase culminante della “Cunfrunta”. Un religioso officiante si colloca a metà strada tra le due statue; indica per tre volte un avanzamento verso il centro, chinandosi egli e ciò facendo anche i portatori di Gesù. E’ questa la prassi dei i tre inchini (in realtà sono genuflessioni con palmi congiunti). Fatto ciò il religioso si alza, allunga le braccia, batte le mani gridando “E’ risorto”. Inizia la corsa di avvicinamento delle due statue che si fermano quasi a toccarsi. A pochi metri dal contatto a Maria è caduto ii manto nero di lutto, con gli sviluppi sopra evidenziati. E' seguita una breve esibizione di equilibrismo di giovani che hanno danzato tenendo in verticale il gonfalone sul mento. Un breve corteo ha riportato le statue nella chiesa Madre per la messa conclusiva, con il bacio finale delle statue.
Così è stata la Domenica di Pasqua 2019 nell’armonioso borgo di Santa Caterina dello Ionio, in provincia di Catanzaro. Antonio Cima 22-04-2019

P.S.
Alcune obbligate annotazioni sono doverose a proposito di questi eventi regionali.

Riflessione A
Era ricorrente, in alcuni luoghi regionali, l’accaparramento del diritto a portare le statue con il metodo dell’asta. Alcuni anni fa si sono verificati casi di comportamenti disapprovati dalle Autorità religiose e civili che hanno indotto al fermo momentaneo di tali riti. Attualmente non esistono impedimenti e non si annoverano situazioni incerte.

Riflessione B
Pur essendo un rito di ampia diffusione regionale, con un peso partecipativo rilevante, in realtà, non ha mai avuto sufficiente riscontro nei mass media di primo livello (sia TV che carta stampata), cosa che invece avviene sistematicamente per Via Crucis e Nache. La narrazione si sviluppa quasi esclusivamente nelle forme amatoriali, dilettantesche. Esistono una infinità di elementi documentali sul web, pochi e rari di taglio professionale, moltissimi affidati alla buona volontà d’informatori per caso. Ciò comporta una evidente limitazione descrittiva che, in prevalenza, mostra soltanto il momento dell’incontro tra le due statue, senza alcuna esposizione della vasta articolazione. Nella maggior parte dei casi sono annotati solo luogo e data, in pochi casi neanche questo.
Personalmente riscontro tali spazi di socialità, affini alla religione, momenti di aggregazione significativa che una confacente divulgazione meriterebbero.

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