San Fantino di Taureana di Palmi 2019

palmi-tauriana-s-fantino SAN FANTINO IL VECCHIO,
DA TAUREANA DI PALMI 24-07-2019

Nella personale peregrinatio calabra, da anni, era annotata questa ricorrenza. Ogni volta irrisolta per sopravvenienze ingombranti. E siamo arrivati, così, al 24 luglio 2019. Vado, Il luogo lo conosco per varie uscite precedenti. Nel 2014 al rito della Varia di Palmi https://www.webiamo.it/…/4955-calabria-palmi-varia-unesco-p…, ed altri ancora.
Come da consuetudine mi documento prima, sulle ore e sulle circostanze. Chiamo un numero da cui mi risponde il parroco Don Vittorio Castagna. Mi attrezzo per la bisogna, parto alle ore 17 non dovendo fotografare il luogo, cosa già fatto in passato. Arrivo mezz’ora prima della messa delle ore 19, della quale, come da costumanza personale, riprendo solo i minuti iniziali ed esco. Fa caldo, qualcuno sotto la grande pigna, una coppia seduta all’ombra dell’edicola che regge la lapide dedicata al Santo. Alcune giovani mamme stentano a zittire vivaci bambini a pochi metri dalla porta della chiesa. Nella strada che costeggia la chiesa, dedicata a San Fantino, più pattuglie di vari Corpi.
continua dopo le foto


I cavalli ancora non si vedono, sono raggruppati in uno spiazzo sterrato nei paraggi. Alle ore 19,45 termina la messa e tutti si predispongono per la benedizione dei cavalli. Tanti addossati alla ringhiera del rialzato spiazzo/sagrato, alcuni ai lati delle piccola gradinata davanti alla porta, sulla strada fronte chiesa (via del Mare) i documentaristi d’ogni rilievo, con telefonini, fotocamere, videocamere.
Cominciano ad arrivare i cavalli dal lato est della strada, sono circa quindici, i fantini con mantellina rossa sulle spalle, si dispongono ripartendosi per metà ai due lati della gradinata. Arriva un cavallo bianco, cavalcato da un fantino dal portamento da leader, dispone il cavallo fronte chiesa adoperandosi per l’inchino dell’elegante quadrupede, seguono applausi. Don Vittorio prende posizione davanti alla porta impartendo la benedizione ai cavalli, “utili amici dell’uomo, rispettati con dignitoso trattamento”, questo emerge dalla sintesi dell’eloquio rituale.
Si forma la colonna di cavalli, innanzi a loro un calesse su cui, con “caute” movenze, prende posto Don Vittorio accanto al cocchiere. Si va ad est verso la rotatoria che immette in via Vincenzo Saletta, a seguire via del Vescovato, quindi in largo Conte Pietro Antonio Spinelli ove rimane la chiesetta di San Fantino con relativa cripta.
Dietro ai cavalli una piccola folla di allunga in relazione all’età e alla necessità di misurare il passo. Non si tratta di una usuale processione, nè cattolica né ortodossa, ma di un tradizionale omaggio al Santo più antico della Calabria, il tutto assolto in circa un’ora.
Nessuna statua, né baldacchino, non confraternite, nè gonfaloni, né portatori, né banda, né cori. Per strada (brevissima) nessuna anziana davanti alle porte, né raccolta di oboli, né damaschi o lenzuola ricamate ai balconi. Il parroco, sul calasse, con le due mani, eleva l’icona di San Fantino il Vecchio, conosciuto come il Cavallaro o il Taumaturgo, vissuto a Taureana tra terzo e quarto secolo, che è l’elemento primario e unico di questo particolare spazio di Pietà Popolare.
Non più di un quarto d’ora per percorre il circa un chilometro dalla chiesa alla chiesetta. L’eremo si trova a ridosso dell’abitato, in uno spazio verde che lascia intuire l’isolamento del luogo nel terzo secolo.
Davanti alla chiesetta il parroco attende l’arrivo dei fedeli, poi eleva l’icona in esaltazione del Santo (viva, viva San Fantino) ed entra nella piccola navata per portarsi nella cripta. Un ripida scaletta metallica conduce nella zona bassa, in cui si evidenzia la struttura basata su un locale a base rettangolare di circa 10x5 metri, una volta ad arco, il tutto edificato in mattoni.
Aleggia un’atmosfera suggestiva in questo spazio semibuio in cui si conclude la ritualità del Santo Cavallaro. Un gruppo di donne, addossate alla parete, intona dei canti dedicati al Santo. Il parroco si dispone sul fondo, prende tra le mani l’icona, affiancato da assistenti rituali e da una signora rappresentante dell’Amministrazione comunale con la Fascia tricolore. I fedeli, incolonnati nella soprastante navata, coordinati da addetti, gradualmente scendono la scaletta metallica, si portano davanti a Don Vittorio che regge l’icona, per il rito del bacio della sacra effige. Chi bacia direttamente l’icona, chi la tocca con le dita portandole alle labbra. In entrambi i casi l’assistente passa un panno sul punto di contatto. Alle donne viene chiesto di non baciare direttamente se hanno usato rossetto, è questa una accorta precauzione.
Intanto, fuori dalla chiesa, nel sopraggiungere del rossore di ponente, i fantini si dispongono per il rientro, i fedeli lentamente si defilano, lo spiazzo ritorna al silenzio che gli è proprio. Dopo un po Don Vittorio esce dalla chiesetta con l’icona tra le mani, l’assistente chiude la porta, i due affiancati rifanno da soli la strada di ritorno arrivando in chiesa in pochi minuti.
Sono le ore 20,45, anche chi scrive deve avviarsi al rientro. Sono stanco e accaldato (come sempre); salgo in macchina, mi avvio per Gioia Tauro sulla SS18, poi verso la A2, per decenni chiamata A3, vai a capire. Mi fermo alla prima autostazione, Gioia Tauro est, per assestarmi; riparto lestamente arrivando a casa alle ore 22,15. E’ tardi per avviare la lunga e articolata trattazione mediatica, lascio gli attrezzi della dinamica territoriale accanto agli attrezzi della operosità digitale. La doccia, due strozze di pane duro del forno a frasche, a letto.
Un altro tassello, piccolo o grande che sia, aggiunto al riscontro conoscitivo delle usanze regionali. Ognuno ha le sue passioni. La mia, tra le dinamiche dei territori e il fare dei calabresi, mi porterà domenica prossima a Limbadi, per le vibrazioni dei cappucci spinati di San Pantaleone. Alla via così.
Antonio Cima 27-07-2019

Aggiungi commento

REGOLAMENTO SUI COMMENTI:
1- i commenti sono sottoposti a restrizioni
2- sono consentiti commenti su soggetti e fatti pubblici
3- saranno esclusi commenti e citazioni impropri di persone e ambiti privati
4- saranno escluse citazioni irridenti o non rispettose di commenti altrui
5- saranno esclusi commenti senza rilevanza di tema
6- è ammessa la forma satirica esclusivamente in relazione a contenuti pubblici
7- solo i commenti che la redazione riterrà conformi a quanto sopra saranno pubblicati

In Evidenza


AMANTEA, CALABRIA

 amantea matrice 3
 Amantea
Le 101 cose
 


 Bronzi-di-Riace
Calabria
101 luoghi
151 cose


 Calabria
La Calabria
raccontata con
video storici


 amantea-varette-2008
Amantea
Storia della Pasqua
Testi, video, foto,
commenti, riti, canti
 
 

temesa logo
I Luoghi di Temesa

amantea-venerdi-santo-varette-2013-corteo
Amantea
Diario dei Riti
e Usanze Religiose

amantea-chianura
 Borgochianura.it
Story


 amantea-isca
Amantea3.it
Story
 

amantea-Carnevale-2003
 
Amantea 
Il Carnevale

Testi, video, foto
raccolta di 15 anni

amantea raccolta reti
Marineria di Amantea
Mestieri, usi, costumi 

s-antonio-amantea
Rassegna storica
sulla festività di
Sant'Antonio

yt webiamo
34 video sul canale
YT Webiamo

yt antonio cima
83 video sul canale
YT Antoniocima

amantea fiera 2008
Storia della fiera
Testi, video, foto
raccolta di 10 anni

petilia santa spina
Riti Pasquali

In Calabria


 amantea la ninna natale
Storia del Natale
Testi, video, foto


amantea-anziani
Dialetto Amanteano
500 parole desuete,
o pressochè dimenticate
o sconosciute ai più giovani

amantea chjanura-grotta
Eventi nel Borgo
video, foto, testi

pizzi-cu-ova
Dolci Pasquali

 amantea frittata carnevale
Enogastronomia

collegio-gesuiti
Edifici storici 




© Copyright  "Webiamo.it"  |  E-mail: info@webiamo.it  |  Webmaster: Antonio CIMA