Madonna della Neve - Zungri 2019

zungri-madonna-neve MADONNA DELLA NEVE DI ZUNGRI (vv) 2019
Una lunga processione conclusa con la litania e l'entrata penitenziale delle donne in ginocchio

LA GRANDE FESTA DELLA MADONNA DELLA NEVE DI ZUNGRI 2019
Tanti ne ho visti, documentati e raccontati, accadimenti di Pietà Popolare calabresi, da ritenere esaustivo il quadro osservato. Molteplici sono i comportamenti dei fedeli, tra le navate, per le strade, nei luoghi. La vasta diversificazione caratterizza tante aree. Ma raramente capita di vedere un rito articolato come quello della Madonna della Neve che si svolge a Zungri il 5 agosto. In esso trovano spazio varie costumanze dello spazio religioso.
A cominciare dalla vasta organizzazione del comitato festa che coinvolge tutte le zone del paese in una fattiva partecipazione. Si adoperano come comitati di quartiere nella raccolta fondi necessari a tutto il palinsesto, compreso le luminarie praticamente in tutti i rioni.
Ampio lo spazio della parte civile con più giorni d’intrattenimento.
La parte propriamente religiosa vede una vasta partecipazione inconsueta nelle liturgie novenali. Ma, ovviamente, le fasi che raccolgono le motivazioni del popolo zungrese si racchiudono nella giornata festiva del 5 agosto.
Sul marciapiedi accanto alla porta il banchetto tipico del momento con tanti accessori religiosi della ricorrenza. C’è anche il libricino “La chiesa e il Quadro della Madonna della Neve di Zungri”, scritto da Eugenio Sorrentino, lo prendo aggiungendolo ai tanti elementi d’area acquisiti in Calabria. continua dopo le foto


Sul piazzale la banda musicale cittadina e una banda ospite arrivata dalla Puglia, dopo il rituale matinè, attendono l’uscita. Due coppie di trombettieri si posizionano su due balconi fronte chiesa per lo squillo di trombe che darà il via alla processione.
Alle ore 10,30 inizia la messa nel santuario della Madonna della Neve. La dimensione della navata non può accogliere le migliaia di persone arrivate da tanti luoghi della Calabria. I megafoni del campanile consentono ai fedeli presenti all’esterno di seguire lo scorrere liturgico. I molti che accolgono l’eucarestia fanno protrarre fino alle ore 12 la durata della messa alla quale, oltre al sindaco con fascia tricolore, partecipano varie autorità civili e militari.
La preparazione delle assi metalliche sotto il basamento del grande Quadro è articolata, diramando una sorta di reticolo che consente a tanti di portare contemporaneamente l’Icona. Ed è questa una particolarità, credo, difficilmente riscontrabile altrove. In tutti i comuni ci sono i portatori definiti, con abito confraternale, con pettorina, con foulard. Non è così in questa processione ove, praticamente, tutta la popolazione fa da portatore. A ciò è dovuta la particolare struttura metallica, oltre quindici persone contemporaneamente sotto il Quadro. Il cambio di portatori è repentino con una alternanza maggiore delle donne che trovano grande riscontro alle fede che le lega alla Madonna.
Cosi per tutta la durata, per l’articolata circolazione in tutte le strade. Tante le fermate girando il Quadro verso le porte ove anziani e ammalati attendono il passaggio. Pochi i casi di bambini sollevati all’Icona, denudati o parzialmente svestiti.
Nel popolo presente c’è una netta prevalenza di persone avanti con l’età, pochissimi giovani, prevalentemente ragazze, non si vedono bambini (spesso operosi nei riti) né al seguito delle mamme, né dai balconi, né per strada, né davanti casa, rimangono nelle case. Il calo delle fasce minori è il più grande problema attuale della Calabria, specie nei piccoli centri, sarà motivo di grande compunzione sociale già nei prossimi due lustri.
Il corteo è ordinato di suo, ma il gran numero di addetti al servizio d’ordine (tante donne) garantisce ulteriore allineamento delle colonne e dei gruppi lunghi quasi un km. Scorre da solo, al centro delle file laterali, un addetto alla ricezione delle offerte; porta con se una cassetta in legno con una fessura e con su appiccicate immaginette di vari santi. Non riscontro significativi atteggiamenti di donazione lungo il cammino che alcune donne affrontano scalze.
Ed è così che trascorrono circa tre ore per attraversare ogni area urbana. Trovo personalmente eccessiva questa iterazione tra le ore 12 e le ore 15 del 5 agosto. Ma la tradizione è motivo identitario anche in tali aspetti ed è inevitabile che ciò avvenga.
Altra caratteristica che non può sfuggire è l’addobbo di balconi e finestre. Praticamente in tutti uno striscione, una bandiera, un foulard, un drappo, un panno, con varie frasi dedicate alla Madonna. Nella parte del paese in cui sono presenti tante case popolari emergono anche damaschi e lenzuola ricamate. E’ chiara la diversificazione con altre zone urbane vivendo nel quartiere popolare fasce d’età più avanzate, legate alle tradizioni più remote.
Arriviamo davanti alla chiesa alle ore 14,45 circa, tanti in attesa già disposti per la litania che subito prende il via. Una folla oceanica occupa tutto lo spazio che guarda alla chiesa. Il Quadro sorretto da tanti, disposto con le spalle alla porta; un semicerchio di donne in ginocchio davanti al Quadro, con un lumino o un lungo cero in mano portati per tutta la processione. In mezzo alla folla la banda che intona il motivetto che si alterna alla litania cantata dai fedeli (quasi esclusivamente da donne). Più di dieci minuti di esternazione devozionale, sono le ore 15, il Quadro rientra in chiesa guardando i fedeli, con la conclusione più rappresentativa della Religiosità Popolare di Zungri.

I gesti penitenziali nella religione cristiana sono tanti e diversificati. Il più ricorrente è certamente quello dell’accesso al luogo sacro in ginocchio. Quasi tutti i grandi Santuari hanno un percorso d’accesso stabilito, con vari modi di pratica in relazione alla dinamicità del fedele.
Tale pratica, a Zungri, si sviluppa a fine processione con tante donne che, accodate ai portatori, in ginocchio, assolvono le motivazioni di penitenza. Scivolano sui circa venti metri di lucido pavimento, dalla porta fino alla statua posizionata ai limiti del presbiterio.
Solo alcuni minuti che per le fasce giovanili sono agevoli, ma alzando l’età e le limitazioni dinamiche richiedono grande impegno. Lo scorrimento è contestuale ad un canto dedicato alla Madonna. Arrivati davanti alla statua l’immancabile rito del bacio della grande Icona, accarezzandone la cornice o il vetro.
Velocemente il Santuario si svuota, restano gli addetti, si attarda una anziana donna che guarda l’Icona della Neve con una sorta d’intesa. Dopo un po si avvia, solitaria, verso casa, attraversando l’infuocato sagrato…chissà…
Antonio Cima 05-08-2019

  


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