La Cunfrunti di Pazzano

pazzano-cunfrunta LA CUNFRUNTI ESTIVA DI PAZZANO (RC) 2019
L'incontro tra Maria, Giuseppe e Gesù
Nella ricorrenza del SS Salvatore

FESTA DEL SANTISSIMO SALVATORE A PAZZANO (RC)
CON L’UNICA CUNFRUNTI (O CUMPRUNTA) ESTIVA

In Calabria è molto diffuso e partecipato il rito pasquale dell’Affruntata, chiamata anche Cunfrunta, Cumprunta, ‘Ncrinata, Svelata, Sbelata. Tranne poche varianti si pratica quasi esclusivamente nella giornata di Domenica di Pasqua, e comunque nel periodo pasquale.
A ciò fa eccezione quella di Pazzano (RC) che si svolge la domenica successiva al primo martedì d’agosto. La particolare ritualità accoglie una gran folla che somma ai residenti i tanti originari del comprensorio rientrati per le vacanze e turisti della costa jonica reggina e catanzarese.
la Cunfrunti (o Cumprunta) di Pazzano si svolge nella ricorrenza del SS Salvatore (festa dö Sarvaturi in dialetto locale) coinvolgendo anche le statue di San Giuseppe e di Maria SS dell’Assunta.
La festività complessivamente si svolge da venerdì a domenica con una fitta sequenza di liturgie, messe, veglia. All’origine era la festa bizantina della Trasfigurazione di Gesù, celebrata da cattolici e ortodossi il 6 agosto.
Sede primaria della festività è la centrale chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo nella quale il venerdì viene esposta la statua del Santissimo Salvatore con un susseguirsi di marce sinfoniche di una banda ospitata per la ricorrenza.
segue dopo le foto

Il primo momento di maggiore trasporto inizia alla mezzanotte di sabato con la statua del SS Salvatore in piazza, poi la messa, quindi lo spostamento della statua nella Cappella dei minatori nella zona chiamata sutt‘a grutta. A tal punto viene eseguita per banda e coro la pertinente litania, seguita dalla veglia notturna.
La giornata più intensa è quella di domenica, sviluppata in due fasi, mattutina e serale.
FASE RITUALE DEL MATTINO.
Alle ore 10 una discreta folla si dispone nello spiazzo della Cappella dei minatori, ove è esposta la statua del Salvatore, con la banda, i religiosi officianti e i portatori. Dopo le orazioni di merito inizia la breve processione che conduce in alto al piccolo santuario della Cona. Non sono presenti confratelli, nè gonfaloni, solo l’anziano crocifero davanti al corteo, dietro i fedeli con al centro il sindaco con la fascia tricolore, poi la statua e altri fedeli.
Il tratto di strada iniziale (chiamato Parrera) è in forte pendenza, da qui la definizione ‘a ‘nchjanata d’a Parrera. In questo spazio ai portatori si unisce una colonna umana di tanti che, aggrappando l’asse di legno sotto la statua, si tengono per mano tirando in su, aiutando i portatori nel gravoso compito.
Arrivati al piccolo santuario (in realtà un Calvario) varie orazioni concluse con una litania per banda e voce. A questo punto, in passato, si svolgeva l’incanto dei beni donati. Lo spopolamento (attualmente 500 abitanti), la mutazione delle usanze nelle generazioni successive, hanno dismessa tale usanza. Il parroco invita i fedeli ad avvicinarsi alla statua, ove una anziano regge il cassetto delle offerte, per una donazione in favore della Chiesa.
Riprende la processione che porterà la statua del Salvatore nel lato sud della centrale piazza XXIV Maggio. Appena arrivati tanti si avvicinano alla “fontana dei minatori” per dissetarsi nei sei rubinetti che portano acqua freschissima dalla montagna.
Sono le ore 11,30 circa, la piazza è gremita di gente d’ogni età; tutti gli spazi esterni delle case grondano di presenze umane: balconi, terrazzi, finestre, tettucci, gradini. E’ così per tutto il tratto di strada fino alla chiesa, poco più di 300 metri.
In chiesa, ai piedi del presbiterio, sono disposte le statue di Maria Assunta e di San Giuseppe. I portatori attendono il via per l’uscita. La banda musicale “Città di Pazzano” dalla statua del Salvatore si avvia, suonando, fino alla porta della chiesa, annunciando, di fatto, l’arrivo della statua del SS. Le due statue escono dalla chiesa posizionandosi a centro strada. La banda torna indietro, sfiora la statua del Salvatore e s’inoltra in una via secondaria uscendo dalla scena. E’ questo il momento che può iniziare la Cunfrunti.
Un addetto dà il segnale e i tre raggruppamenti di portatori cominciano a correre avvicinandosi l’uno all’altro. La corsa dura circa mezzo minuto, i tre gruppi a fine corsa si fondono, diventano un gruppo unico all'altezza del vicolo Via Francesco Filzi. Con un dinamismo sincronizzato Maria e Giuseppe s’inchinano al cospetto del SS, le due statue vengono girate posizionandole ai lati del Salvatore (Giuseppe a destra e Maria a sinistra). E’ il momento topico della Cunfrunti, tutti applaudono, tanti si fanno il segno della croce, in molti baciano da lontano le statue, a non pochi scivolano sul volto lacrime delle fede consapevole e ripagata.
Dopo alcuni minuti si avvia il brevissimo corteo che porta le statue nella chiesa dell’Assunta. Ma fatti pochi metri le statue di Maria e Giuseppe si fermano, quella del SS avanza un po fermandosi davanti ad un tettuccio che si sporge da un ballatoio a piano terra rialzato. Si svolge in tale punto il rito del contatto dei bambini denudati con la statua. In passato erano i bambini nati nell’ultimo anno; la bassa natalità porta, oggi, ad accogliere anche oltre tale limite.
Sul tettuccio si posiziona un uomo di avanzata età, sul ballatoio si alternano i genitori dei bambini accolti in quella casa per partecipare a tale cerimoniale. I genitori consegnano i bambini nelle mani del “cerimoniere” che allunga le braccia fino a stabilire un contatto tra i piccoli e la statua. I genitori consegnano ad un addetto i vestiti dei bambini, poggiati poi ai piedi del Salvatore. E’, questo, uno spazio di esaltazione per i familiari dei bimbi. Sorrisi d’irrinunciabile felicità per i genitori, lacrime per le nonne, gesti d’orgoglio per i nonni.
Tale consuetudine è rilevante nelle province di Vibo e Reggio (di matrice greca), rara nella provincia di Catanzaro, non praticata a Crotone che comunque è affine alle province del sud Calabria, completamente sconosciuta nel cosentino, in cui la vibrazione della Pietà Popolare (di matrice latina) è notoriamente attenuata.
Subito dopo il rito dei bambini le tre statue vengono portate in chiesa. I fedeli prendono posto tra i banchi. I panni dei piccoli vengono restituiti ai genitori (simbolicamente donati al Salvatore), che consegnano all’addetto la corrispondente offerta di merito. Inizia così la celebrazione della messa che conclude la fase rituale del mattino.
FASE RITUALE DELLA SERA.
Intorno alle ore 18 si ripete la Cunfrunti. Le tre statue vengono riposizionate come al mattino, con la stessa prassi si procede all’Incontro tra SS Salvatore, Giuseppe e la Madonna. Subito dopo inizia la processione per le vie del paese, accolta con grande partecipazione dagli anziani per strada. Imponenti fuochi d’artificio completano la ricorrenza religiosa, alla quale, da li a poco, seguirà quella civile in piazza.
Antonio Cima 11-08-2019

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