Il rito della Santa Spina

petilia santa spina Rito della SANTA SPINA di Petilia Policastro
Dal paese al Santuario lungo sentieri montani
Centinaia di figuranti per la Via Crucis
Da tutta la Calabria ogni secondo venerdì di marzo 

Nel personale programma di escursioni calabresi questa di Petilia Policastro, evidenziata da tempo, finalmente può compiersi in questo secondo venerdì di marzo 2016. Non è esattamente un fuori porta considerando le quattro ore di strada complessive per andare e tornare. Mi documento quanto basta sulla processione e organizzo un piano sommario da seguire.
Si tratta di una particolare processione della Via Crucis, con tanti figuranti, che attraversa il paese dal basso verso l’alto. Il corteo si forma nella chiesa S.Francesco intorno alle ore 9 e si conclude alla 13ª stazione a limite del paese tra le ore 11 e le ore 12. Alla fine del percorso cittadino, sciolto il corteo, si va al Santuario della Santa Spina posto sulla collina a circa quattro km dal paese. Parte esigua della gente va in auto per la strada ordinaria asfaltata arrivando in pochi minuti, ma il grande flusso avviene per un sentiero sterrato che scende fino a fondovalle  per risalire sulla collina nel luogo sacro impiegando mediamente da due a tre ore. Nel piazzale del santuario si ripete una breve processione, poi in chiesa si procede con la liturgia di pertinenza.
Nel pomeriggio, intorno alle ore 16, si ripete il percorso cittadino del Calvario in senso opposto, da dove si è concluso, fino alla chiesa di San Francesco.
Ogni 10 anni per il sentiero che porta al Santuario s’incammina anche una parte dei figuranti per un suggestivo Calvario in itinere; l’ultimo decennale è stato nel 2013. 
continua dopo le foto


Il santuario venne fondato intorno all’anno 800 su interessamento dell’arcivescovo di S.Severina; varie presenze si sono susseguite; nel 1431 Papa Eugenio lo destinò al culto francescano e da allora fu continuamente ampliato. Nel 1523 arrivò la Sacra Spina donata da Fra Dionigi Sacco da questi ricevuta dalla regina di Francia, Claudia. Il culto della spina connotò definitivamente il monastero di valenza primaria cittadina e del comprensorio.

Consapevole di quanto sopra mi organizzo per andare. Le previsioni indicano pioggia per tutto il giorno; faccio in modo da essere sul posto in anticipo. Parto alle ore 6, con tempo molto incerto, da solo come quasi sempre. La strada scorre lesta: Falerna, Lamezia, Catanzaro, SS 106 e su per Mesoraca, arrivo alle ore 7,50 accompagnato dalla pioggia da Catanzaro in poi. Parcheggio in un vicolo nei pressi della chiesa S.Francesco. E’ ancora presto, poca gente per strada, l’immancabile caffè ed entro nella chiesa praticamente vuota. E’ questo il momento indicato per osservarla e fotografarla. Quanto basta per le immagini e mi avvio per un rapido giro nelle strade in centro paese.
Ritorno in chiesa in tempo ove trovo un discreto fermento, vari figuranti nella sala adiacente alla navata mentre continua a piovere.
La piazza si affolla di fedeli, i personaggi del Calvario si dispongono per il corteo; improvvisamente uno squarcio tra le nuvole, smette di piovere e fa capolino il sole, “ringraziamo il signore” esulta il parroco officiante al microfono. Inizia la Via Crucis poco dopo le ore 9. Gradualmente si forma il lungo cordone umano che va sempre più ingrossando salendo verso la 13ª stazione del viatico conclusivo del Nazareno ove si arriva poco dopo le ore 11,30. La prima metà del percorso in assenza di pioggia che a seguire è andata sempre più infittendosi.
E’, questo del 2° venerdì di marzo policastrese, un annuale pellegrinaggio di fede intriso di preghiere e atti di penitenza. Il servizio d’ordine coinvolge Carabinieri, Protezione civile, Vigili del fuoco, Polizia municipale. Il sindaco di Petilia è fiancheggiato dal collega di Mesoraca. Una folla enorme composta da petilini e gente del comprensorio partecipa con devozione. Non mancano gli emigrati (dall'Italia e dall’estero) che per tale data fanno ritorno sistematico per la Santa Spina. Religiosi della diocesi e parroci locali prendono parte alle varie fasi del lungo officio.
La pioggia insistente costringe a chiudere la processione del mattino alla fine del Calvario cittadino. Non si va al Santuario per il sentiero, solo pochi fedeli decidono di farlo con le auto insieme ad un numero ristretto di figuranti per ripetere davanti alla chiesa la simbolica processione di rito.
L’organizzazione decide che la Via Crucis inversa del pomeriggio si farà se il tempo lo consentirà.

Le condizioni determinatesi m’inducono a chiude qui l’odierna uscita antropologica facendo mancare al programma il motivo primario del giorno che era il sentiero.
Mi rassetto un pò, vado al bar per l’ultimo caffè della mattinata, salgo in macchina che sono le ore 12,20 arrivando due ore dopo.
Il rientro, sempre così è, offre una dimensione nuova dei luoghi osservati con l'evento; vivo queste sensazioni da lunghi anni e in auto penso sempre alla stanzialità dei calabresi che non conoscono la Calabria, che non conoscendola appare improbabile amarla, che non amandola risulta difficile tutelarla.
Queste deduzioni normalmente procurano antipatie, a volte ripugnanza, ma me ne faccio una ragione perché è una realtà oggettivamente difficile da contestare, razionalmente.
Antonio Cima 12-03-2016

Link di approfondimento su Santuario, Processione, Paese
1 http://amicidellacalabria.blogspot.it/2011/03/processione-della-santa-spina-petilia.html
2 http://www.cn24tv.it/page/26/la-reliquia-della-sacra-spina-una-tradizione-che-continua-da-cinque-secoli.html
3 https://www.youtube.com/watch?v=Q2eZcneIPmo
4 http://www.scoprilacalabria.com/arte-storia-e-devozione-nel-santuario-della-santa-spina/
5 http://www.eccellenzecalabresi.it/news.asp?idnews=761&cat=1&page1=Petilia-Policastro

 

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