Vallje di Civita e Frascineto

civita vallje 2016 Le Vallje di Civita e Fascineto
Tanti gruppi in costume arbereshe
L'annuale ricorrenza dedicata all'eroe Scanderberg
Balli, canti, coreografie, untori, portatori di teschi

La componente albanese di Calabria, tra le più numerose d’Itala, pur nella totale integrazione avvenuta nei cinque secoli di coesistenza, conserva molti aspetti della cultura e delle tradizioni dei luoghi di origine. Uno spaccato antropologico rilevante, ampiamente studiato, documentato, dibattuto. Per tutte le esigenze conoscitive sullo straordinario contesto arbereshe si rimanda a spazi web specifici che trattano adeguatamente la tematica.
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Sintesi delle Vallje.
Sono balli di gruppo in costume tipico albanese che si svolgono il giorno successivo alla Pasquetta. Tanti gruppi in piazza cantano inneggiando all’eroe d’Albania Scanderbeg che nella metà del 15° secolo impedì l’invasione ottomana. In passato le Vallje si svolgevano in tutti i paesi albanesi di Calabria; ora si concentrano a Frascineto e Civita.
Le corografie simulano comportamenti di battaglia, di accerchiamenti e avanzate.
Ogni gruppo di ballo, che simboleggia un insieme di militari, è guidato da un caporale che a fine danza (a guerra vinta) offre da bere (nella circostanza rosolio) a tutti.
Dai vestiti, dai copricapo, dai colori, dalle movenze è possibile individuare la provenienza.
Durante i balli s’immettono tra la folla gli untori (vestiti di nero) che tingono il volto con fuliggine di coloro che sono individuati come “nemici latini”; i malcapitati devono “espiare” la loro colpa offrendo una consumazione in un locale pubblico.
Si insinuano tra gli astanti anche i Portatori del teschio (vestiti con camice bianco) che sottopongono gli anziani al bacio rituale di un teschio di animale con il monito: ricordati che dovrai morire.
Il rito delle Vallje, tanto atteso nella comunità albanese, è probabilmente l’elemento identitario che maggiormente riconduce alle radici albanesi nonostante cinque secoli di totale integrazione in terra di Calabria.

Le Valljie di Civita e Frascineto di martedì 29 marzo 2016
Il nutrito programma approntato da Webiamo, per documentare e raccontare i riti pasquali 2016 in Calabria, elencava come giorno conclusivo le Vallje arbereshe che si celebrano il martedì successivo al Lunedì dell’Angelo del rito latino. Una magnifica giornata primaverile ha consentivo la partecipazione ai due riti prevalenti che sono quelli di Civita e Frascineto. Trattasi di due paesini del nord della provincia di Cosenza, addossati al Pollino, distanti tra loro meno di dieci km.

Partiamo da Amantea in quattro, in tempo utile per visitare un po del comprensorio; abbiamo ammirato la superba bellezza di Morano, un giro rapido per Frascineto motivato dalla visita al Museo delle Icone e della tradizione Bizantina. Accompagnati dalla guida abbiamo appreso tante cose di questo spazio culturale della tradizione ortodossa. Con piacere scopriamo che la sala principale del museo è dedicata all’amanteana Domenica Aloe, nonna del religioso amanteano padre Paolo che al museo ha donato tante opere.

Arriviamo a Civita ad ora di pranzo che per noi si trasforma in un panino appostati ai margini del Raganello come uccelli stanziali della profonda gola scavata in milioni di anni.
Siamo nel centrale largo Castriota per le ore 14 circa; fervono i preparativi per il collegamento in diretta su Rai3 Calabria; ci aggreghiamo partecipando al momento divulgativo.
I gruppi di ballo simulano le dinamiche per creare la suggestione mediatica televisiva.
A seguire alcuni continuano nei balli, altri si dirigono nell’edificio scolastico punto di concentramento.
Alle ore 16, a ridosso del piazzale belvedere sulla gola, comincia il tramestio, tutti i gruppi s’incolonnano per recarsi nell’agorà di esibizione davanti al palazzo municipale.
continua dopo le foto


Mezzora di corteo in un tripudio di colori abbaglianti, danze coinvolgenti, musiche trascinanti con il massimo trasporto degli spettatori che formano una sorta di massa coesa.
Intorno alle ore 16,30 tutte le componenti, adeguatamente distanziate, sono schierate nello spazio cittadino intitolato all’eroe Giorgio Castriota Scanderbeg orgoglio indiscusso degli albanesi di Calabria.
In piazza è un continuo e armonioso movimento, un alternarsi di canti, balli, coreografie esaltate dei abiti femminili che non sembrano indumenti da indossare, ma superbe creazioni per adornare.
Va avanti cosi nel coinvolgimento generale dal quale ci estraiamo er andare a Frascineto.

Arriviamo a Frascineto poco prima delle ore 17,30. La kermesse è nel momento topico. La disposizione è diversa rispetto a Civita, i gruppi accodati in via Roma sfilano davanti al palazzo comunale e alla chiesa di S Maria Assunta. Il clima è simile a quello di Civita, sono diverse le coreografie, tutti i gruppi cantano lo stesso motivo con un alternarsi delle voci ai lati del semicerchio dei cantori/combattenti che avanzano lungo la strada.
Sono tanti i bambini e rispettive orgogliose mamme. continua dopo le foto


Intorno alle ore 18,20 irrompono tra la folla i portatori del teschio in cerca di irredenti da imbonire. Venti minuti dopo arrivano i temuti untori con la padella fuligginosa strumento della unzione dei “nemici”. Si va avanti a tirar sera, ma il primo buio ci prende per strada perché un po’ dopo le ore 19 ci mettiamo in macchina arrivando ad Amantea che non sono ancora le ore 21.
Un altro pezzo della Calabria è passato davanti agli occhi e rimarrà nella nostra mente.
Sempre più sale il convincimento di questa regione ricca di risorse e di buona umanità inspiegabilmente attraversata da tanto sole e così poca luce.
Antonio Cima 30-03-2016
video delle danze dei gruppi albanesi in costume a Cerzeto



 

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