Oriolo, San Giorgio tra la gente

oriolo s giorgio Spaccato antropologico del Pollino
Religione della condivisione e del reale sostegno
Il San Giorgio di Oriolo tra le generose anziane

 

Ad osservare i riti religiosi in Calabria  si nota chiaramente la differenza tra il culto sulle coste e quello collinare/montano.
Sulle coste sono in prevalenza processioni ordinarie: la statua del santo, i religiosi, la banda, il cordone umano a seguire. Non compaiono forme di “esuberanza” partecipativa, il giro delle strade meglio urbanizzate, qualche altarino lungo la via, il rientro in chiesa.
Altra cosa sono i riti religiosi dell’interno, specie in montagna. In Calabria si distinguono per intensità espressiva quelli delle aree del Pollino e dell’Aspromonte; molto meno quelli gravitanti nell’area silana che, come in tutta la Calabria Citra non montana, sono “calme”.
In tali zone emergono un forte spirito di partecipazione e una propensione alla condivisione originati dall’antica necessità del mutuo soccorso proprio delle zone rurali.
L’area del Pollino e quella dell’Aspromonte, pur nella intensità dei riti che accomunano religione cristiana e forme di paganesimo, si connotano: il Pollino per la ineludibile presenza di cibarie mentre l'Aspromonte per l’invasione musicale e le danze tradizionali dei luoghi. In entrambe le montagne esistono, in misura contenute, alcune eccezioni. continua dopo le foto


Oriolo si trova nel cuore del Pollino, ai confini con la Basilicata, sommando usi, costumi, inflessioni linguistiche delle due regioni.
Ad Oriolo, il 23 e il 24 di Aprile, si celebrano le feste patronali di San Giorgio martire e San Francesco da Paola. Il 22 si svolge il rito della esposizione delle due statue nella chiesa matrice.
Sono tre giorni vissuti con trasporto dagli oriolesi con rientro di emigrati per l’occasione.
La chiesa madre di Oriolo, adiacente al castello, è dedicata a San Giorgio dalla sua edificazione. La presenza nei riti religiosi cittadini del santo ricorre fin dal periodo normanno, consolidato dagli inizi del 17° secolo. Per sabato 23 aprile 2016 decidiamo di partecipare alla processione di San Giorgio che risulta essere articolata e coinvolgente.
Arriviamo in paese alle ore 15,20 dopo due ore d’auto. Il tempo di orientarsi, salire la strada che circuisce il castello per arrivare sul sagrato della chiesa matrice.
Poca gente presente, la processione sarà alle ore 16,45.
Addossato alle mura del castello il palco dell’incanto, il banditore e due aiutanti sul ripiano di tavola, accanto a loro varie stie con galli, qualche oca, sul selciato un capretto, saranno oggetto dell’incanto della serata post processione.
Nell’attesa del corteo, coinvolgendo i presenti, viene messa all’asta una bottiglia che appare contenere amaro; un bicchiere alla volta iniziando da un euro per finire addirittura a 25.
Il vincitore d’ogni bicchiere appare orgoglioso, si tratta in effetti di un gesto di generosità.
Arrivano nel frattempo i componenti del "Battaglione" di scorta di San Giorgio.
Partecipano fin dalla metà del 16° secolo per devozione della famiglia Pignone del Carretto che dominava a quell’epoca.
In passato avevano uno specifico costume di parata oggi sostituito con quello dei Carabinieri privo di qualsiasi effige e mostrina. Per completare le sembianze di corpo di difesa ognuno è dotato di una carabina di plastica. Sul berretto riportano una croce di panno di colore rosso.
Sullo spiazzo, alle ore 15.40, il battaglione si dispone in uno schieramento a due file e si inoltra tra i vicoli per un breve giro che appare come una perlustrazione, un saluto, un annuncio. I "militari" si fermano in più punti accolti da cittadini che davanti casa hanno allestito banchetti con caramelle, taralli, vino. Anche questo è un segno di accomunante generosità popolana. Si rientra velocemente nello spazio tra castello e chiesa.
Quando la processione inizia il battaglione non rimane compreso nel corpo del corteo ma sta davanti anticipando il passaggio di vari minuti.
Sono le ore 16.30, nella piazza affollata si distingue l’altro gruppo militare rievocativo della “Guardia spagnola” con l'uniforme spagnola tipica del 1595. Durante la processione i "militi" si collocano immediatamente davanti alla statua e per tutta la durata svolgono delle marce avanzando rispetto al santo e ritornando sui passi a ridosso dei portatori.
Davanti alla porta della chiesa un devoto nel ruolo di "giocatore del Palio" sostiene una pertica di alta circa quattro metri avvolta da un panno di raso celeste. Più volte si esibisce in giochi di equilibrio reggendo la stanga sulla fronte o sul mento.
Sono le ore 16.45 i portatori in chiesa sollevano la statua ed avanzano sul sagrato.
Inizia la processione, davanti a tutti il battaglione di San Giorgio distanziato poi la pertica, la guardia spagnola, una piccola croce metallica portata da un bambino, la statua del santo con accanto i suonatori di zampogna e fisarmonica, i fedeli.
Inizialmente si percorrono i vicoli della zona ad est della chiesa; si ritorna sul sagrato, si percorre la strada che circuisce il castello e si scende nella piazza centrale. Dell’ampio fronte urbano che si alza dipartendo dalla piazza si percorre la parte ad est e si ridiscende.
Sono le ore 18.40, nello spazio pianeggiante del vecchio Mercato si svolge il suggestivo rito del volo del pallone; c’è moltissima gente ad occupare ogni interstizio; al lancio della mongolfiera viene associato un significato di buon auspicio. Un insistente vento rende le operazioni alquanto complicate, ma intorno alle ore 19 il pallone si alza in cielo.
Tali gesti di buon augurio sono praticati un po’ ovunque; il più noto è quello della caduta del manto nero dell’Addolorata durante l’Affruntata.
Dopo il volo del pallone ci avviamo verso l’auto per rientrare. La processione riprende il viatico per attraversare il resto del paese, si concluderà intorno alle ore 21,30 con il seguito delle attività della festa compreso l’incanto degli animali che nel frattempo sono stati spostati dallo spiazzo della chiesa nella piazza centrale. Ciò che contraddistingue questa processione è quanto si osserva nello scorrere tra stradine e vicoli per tutto il tempo. E’ una cosa già vista nel comprensorio, ma non in questa misura: ovvero le offerte di denaro al santo.
Le donne anziane che non partecipano alla processione aspettano la statua davanti all’uscio; hanno una postura di gioiosa attesa manifestata dall’ampiezza delle orbita degli occhi che a quell’età è normalmente socchiusa. Hanno tutte il pugno chiuso da cui fuoriesce parte della banconota arrotolata nel palmo. In prevalenza si tratta di 10 e 20 euro, poche da 5, non rare da 50 che qualcuna non si sforza a nascondere.
Davanti alla porta della donna l’addetto dei portatori intima alt, la statua viene fermata, l’anziana avanza verso il santo, depone la banconota nell’urna posta a basamento del piedistallo che regge San Giorgio, allunga il braccio toccando tre volte i piedi del martire portando la mano sulle labbra per i tre prammatici baci. Si riprende il cammino quando l’addetto intima avanti. E’ così davanti ad ogni porta.
C’è una variante alla donazione singola quando più persone abitano nello stesso edificio o in case adiacenti. Viene allestito un tavolo ricoperto con un panno bianco ricamato, posto in strada.
Le donne aspettano intorno al tavolo; quando arriva la statua viene poggiata sul piano, le anziane si affrettano a donare l’obolo, a baciare i piedi del santo e immediatamente si riprende il cammino.
Il numero di fermate è altissimo considerando che tutto il paese viene attraversato dalla processione.
L’ammontare delle donazioni, che si deduce corposo, è un sostegno importante per le attività parrocchiali.
Donazioni cosi significative, pur nella valenza religiosa, si conciliano con uno spirito di coesistenza e di condivisione di un fine collettivo proprio della gente con radici della terra.
Antonio Cima 27-04-2016
Per ulteriori approfondimenti leggere su sito comunale di Oriolo
http://www.comune.oriolo.cs.it/Home/Guidaalpaese/tabid/25292/Default.aspx?IDPagina=10234</a><br /></a><a href="http://www.comune.oriolo.cs.it/Home/Guidaalpaese/tabid/25292/Default.aspx?IDPagina=10234">

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