Le Pupazze per le Palme di Bova

bova pupazze Le Pupazze di Bova
Domenica delle Palme con le magnifiche statue floreali
Una tradizione antichissima, unicum in Calabria 

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Il racconto di una giornata dietro alle famose Pupazze di Bova
VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=Ky7H4eKKW-k&feature=youtu.be

Qualche anno fa la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria tenne un convegno a Cosenza sulle Pupazze di Bova. L’organizzazione del BSAE Cosentino evidenzia annualmente l’evento di Bova per la sua valenza antropologica, inviando una mail alle associazioni in lista. Per più anni mi è arrivata la mail, ma non mi è stato mai possibile recarmi a Bova.
Amantea la domenica delle Palme è molto animata in tutte le chiese coinvolgendo tanta gente, e così ogni anno un impegno diverso mi ha tenuto in paese.
continua dopo le foto


Per il 2015, finalmente, la situazione favorisce il viaggio a Bova per vivere questa esperienza floreale che è un unicum a livello regionale.

A dire il vero andare a Bova da Amantea non è propriamente una passeggiata fuori porta; è in assoluto il posto calabrese più lontano da Amantea; sono 210 km e almeno 5 ore di macchina tra andare e tornare. Sono stato a Bova una sola volta esattamente otto anni fa, nel marzo 2007, in coincidenza di un corso d’aggiornamento sulla privacy ai docenti in una scuola a Melito Porto Salvo. Apprezzai molto quel luogo per i parametri di vivibilità estetica che ne sanciscono la presenza nell’elenco dei borghi più belli d’Italia ANCI con il Ministero del Turismo
E’ proprio dell’altro ieri la notizia della Bandiera Arancione del Touring Club per Bova.
Una eccellenza regionale che meriterebbe ben più considerazione dei calabresi che non sono, diciamo la verità, affetti dalla sindrome di Ulisse.

Capita questo viaggio intraregionale il giorno dell’inizio dell’ora legale nel quale tutte le tv si affannano sistematicamente ad evidenziare che ci farà dormire un’ora in meno, sventurati noi.

Nei giorni passati mi sono documentato adeguatamente sul web e telefonando al comune di Bova.
Ho un’idea di massima di come sarà la giornata che avviamo, mia moglie ed io, salendo in auto alle ore 6,30, confidando di arrivare prima delle ore 9.
La giornata è di quelle che a viverle in Calabria ti fa sentire privilegiato. Per strada il radioso sole di fine marzo entusiasma i colori che dipingono tutto il percorso ad est e ad ovest.
Scorrono sull’A3 i familiari tabelloni dei luoghi del catanzarese, del vibonese, del reggino.
Intorno alle ore 8 breve fermata d’obbligo a Villa S.Giovanni; così è quando si va a sud, come a Sala Consilina quando si va a nord. Ma da Villa è un altro vedere: la costa messinese, lo Stretto e i natanti che scivolano tra Scilla e Cariddi in entrambe le direzioni.

Riprendiamo la strada arrivando a Bova Marina alle 8,35 e a Bova Chòra alle ore 8,55.
A scanso d’equivoco, per chi non conoscesse i luoghi, sono due paesi distinti: Bova Marina con 4124 abitanti e Bova Superiore 442 abitanti e distano 11 km divisi da una strada che meriterebbe qualche attenzione (più di qualche attenzione) dalle istituzioni preposte.

Parcheggiamo prima di entrare in paese e proseguiamo a piedi rivedendo con molta soddisfazione quei luoghi che trovo ancor più piacevoli di otto anni fa: allora era un pomeriggio nuvoloso oggi è un mattino di attenuato sole.

Per la grazia complessiva dei finimenti urbani, mi tocca dirlo, sembra di essere in Umbria o in Toscana. In Calabria ciò si riscontra totalmente anche ad Altomonte, Santa Severina e Gerace e in buona misura ad Aieta, Civita, Fiumefreddo, Soriano, Stilo, Chianalea, Mormanno, Serra San Bruno, che, tranne gli ultimi due, fanno tutti parte dei borghi più belli d’Italia.
Vorrei qui con me quelli che di Amantea tracciano le linee guide del Turismo e della Cultura, potrebbero osservare come si diventa borghi più belli d'Italia e Bandiera Arancione TCI, ma il fascino di via Margherita è maggiormente appagante.

Ci inoltriamo per i vicoli per poi confluire nell'edificio scolastico per il raduno delle Pupazze.
Una signora che fa parte del comitato ci ha mostrato le tecniche di realizzazione.
Un ordinato tramestio tra bambini gioiosi e genitori ancor più, anziani orgogliosi delle loro opere intervistati da tv locali, e il corteo, con in testa il sindaco, si avvia verso il Santuario di San Leo per l'innalzamento delle composizioni. Pochi minuti di cammino e sul sagrato il parroco concede la Benedizione.
L’impatto visivo con le Pupazze allineate sulla gradinata e i gesti di elevazione delle stesse appaiono entusiasmanti.
Se agli occhi e alla mente giova la bellezza, oggi qui, occhi e mente annullano ogni inibizione.

A fine rito inizia il secondo corteo della folla gioiosa verso la Concattedrale della Madonna della Presentazione (o Madonna dell'Isòdia) per la celebrazione eucaristica. Si attraversa parte del borgo tra vicoli affascinanti.
Nel tempo della messa faccio da solo un giro per il borgo rinnovando il patrimonio documentale visivo.
A fine messa con il terzo breve corteo della mattinata tutti in piazza Roma per lo smembramento delle Pupazze e per la distribuzione delle "steddhi" e dei dolci pasquali. Tutti fanno scorta degli elementi che il sindaco personalmente stacca dalle Pupazze consegnandole agli astanti per gli usi dell’antica costumanza: fissarli alla porta, sull’albero del podere, sui mobili di casa o per Sfumicari, ovvero contrastare il malocchio (ad Amantea si direbbe ‘u contraffascinu).

Va avanti per oltre mezzora questa fase di scomposizione delle Pupazze e di donazione delle steddhi. I convenuti lentamente si disperdono, restano pochi anziani e qualche giovane, per strada tante foglioline a testimoniare il perpetuarsi di questo evento unico dal Pollino a Spartivento. Sul web qualcosa del genere si riscontra in Polonia.

Prima di ripartire ci siamo soffermati tra i ruderi del castello, sotto di noi la vista stratificata dei tetti dell’abitato, ad ovest in lontananza la sfumata costa orientale della Sicilia, a sud-est la costa grecanica del mitico bergamotto e la punta dello Spartivento….che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude. 
Antonio Cima 29-03-2015
(Alcune pagine esplicative sulla tradizione delle Pupazze)

Festa delle Pupazze - Processione delle "Persephoni”

Festa delle Palme (Pupazze o Persephoni)

Pupazze Domenica Palme, a Bova-Chora

Foto del passato

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Commenti  

 
#1 nerone 2015-03-30 19:53
ce n'è di cose in Calabria, grazie
Citazione
 

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