A volte capita che la scienza...

scienza Saverio Buffone
FORTUNATAMENTE LA SCIENZA NON SI FERMA DAVANTI AI TUMORI
Le grandi scoperte scientifiche sono sempre scaturite da fatti o da cose banali e ne è la prova la scoperta della penicillina.

Lo scienziato Alexander Fleming, nel 1928, era andato in vacanza ed aveva lasciato nel suo laboratorio delle colture di batteri dentro a delle capsule. Al ritorno riprese in mano le colture che aveva fatto prima di partire e notò che in una piastra c'era un alone chiaro inusuale: in quella zona i batteri non erano cresciuti. Al centro dell'area più chiara, c'era una muffa che aveva contaminato le colture. Fleming pensò che la muffa fosse la causa della morte dei batteri: era semplicemente nata la penicillina. Le prime sperimentazioni della penicillina sull'uomo non ebbero grandi risultati; bisognava renderla più efficace. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale cresceva infatti la richiesta di un antibiotico per le truppe e i civili colpiti dalle infezioni. Si pensò di far arrivare campioni di muffe Penicillum, partendo dal presupposto che alcune producevano penicillina e altre meno, per trovare quella capace di produrre la maggior quantità di antibiotico. La muffa migliore fu scoperta da Mary Hunt su un melone comprato in un supermercato: era bella e di colore dorato. Tale muffa, battezzata "muffa-Mary", aumentò di oltre dieci volte le capacità produttive e lanciò definitivamente la produzione su larga scala della penicillina.

Ci sono, purtroppo, anche le scoperte che si sono perse per strada o non si è voluto metterle a disposizione dell’umanità per evidenti grossi interessi economici: il vaccino contro la carie dei denti. Nel 1998 è stato annunciato da Londra a tutto il mondo la scoperta di questo vaccino che sarebbe stato la salvazione per tutti quelli che hanno problemi con i denti. Ricordo che una sera ne parlo anche Mike Bongiorno in una sua trasmissione e diceva che nel termine massimo di cinque anni potevamo avere a disposizione questo vaccino. Ne sono passati 17 (diciassette).

Ora, a proposito della soluzione del problema dei tumori , in Australia hanno realizzato un biocip che potrà alleviare le sofferenze di molti malati di tumore. Il biochip è un sistema di sensori miniaturizzati disposti su di una superficie solida che permette l'analisi completa di campioni biologici. Ha dimensioni caratteristiche comparabili all'unghia di un dito.

Il biochip identifica e rimuove le cellule tumorali. Una rivoluzione che permetterà di evitare il ricorso alla biopsia invasiva.

Il sistema funziona come una dialisi filtrando il sangue dei pazienti affetti da diverse forme di cancro. Verranno colpite, praticamente, quelle unità che minacciano di fare da portatori per le metastasi delle cellule tumorali.  

Sarà possibile utilizzare il biocip per fare una diagnosi tempestiva e per monitorare l'avanzamento delle cure. Lo scienziato Warkiani, dell’Università di Sidney, dice che, perfezionando il sistema di filtraggio, tutto il sangue del paziente potrà essere lavato e depurato, rimuovendo le cellule pericolose e riciclando il resto del sangue. Sarà una rivoluzione nel trattamento del cancro: si potrà continuare a filtrare via le cellule pericolose, prolungando la vita del paziente.

Negli Stati Uniti, precisamente in Florida, i ricercatori stanno cercando il modo di "forzare" le cellule tumorali per trasformarle di nuovo in cellule normali.

La scoperta rappresenta una nuova, inaspettata biologia che fornisce un sorta di codice per spegnere il cancro.

Io credo che le buone notizie riguardanti la nostra salute, non vanno solo pubblicate sulle riveste mediche e scientifiche, ma vanno rese pubbliche per chi ha avuto e per chi ha problemi con i tumori per alleviarne la paura e il pessimismo che, purtroppo, subentra alla infausta notizia.

Quando una persona viene aggredita dal cancro, la sua vita cambia letteralmente: è come entrare in un tunnel dove non si intravede più la luce.

Il mio augurio è quello di dare una notizia positiva a quelle persone che combattono con la malattia e far loro capire che la scienza non dorme per cui bisogna sempre avere fiducia e non pensare che l’eutanasia è la soluzione dei problemi dei malati terminali.

Spero che tutti noi, grazie a queste notizie, possiamo trascorrere il Natale che sta per arrivare in pace e serenità.

Amantea, 23 Dicembre 2015

Saverio Buffone

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