Amantea, Ciucciu S.Giovanni

amantea-ciucciu-2017 Amantea, il ritorno di antichi riti sociali
Il corteo del Ciucciu con i Giganti Rocco e Titina
Nella ricorrenza di S.Giovanni
ha fatto seguito al Battesimo delle Bambole e al comparatico delle Cummarelle du jiritiellu con cantilena "Picia Panu"

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Il 24 giugno amanteano, festa di San Giovanni, pur in assenza della ritualità religiosa, è storicamente uno dei giorni di maggiore intraprendenza sociale.
Alcune attività sono rimaste in essere fino agli anni ’60 scomparendo completamente senza alcun riverbero sulle generazioni a seguire.
Gli amanteani sotto i cinquant’anni sono completamente ignari di ciò che questo giorno era per i loro genitori e, ancor più, per i nonni.
I riti di tal giorno affondano radici lontanissime, originate in epoca pagana. Come tanti aspetti della socialità pregressa, gli avvicendamenti del potere nella regione in continuo divenire, le diverse pratiche religiose e le usanze non cristiane hanno creato un humus ibrido che mostra un dna molto articolato.
Se ciò si vuole verificare basta frequentare gli eventi sociali e religiosi nelle province calabresi, in particolare nelle zone del Pollino, dell’Aspromonte e collinari adiacenti alla piana di Gioia Tauro.
Fuoco, suono, simboli e contenuti religiosi si sommano e si fondono da confonderne, a volte, la preminenza.
Torniamo al S.Giovanni di Amantea. continua dopo le foto


Una pratica secolare svolta in ambito marinaro era la costituzione delle ciurme con il metodo du muortu. Era una sorta di campagna acquisti per formare l’equipaggio di una barca, simile al calcio mercato per formare le squadre. Si rimanda alla specifica pagina.
Uno spaccato di gioviale coinvolgimento infantile era il battesimo delle bambole, evento con un particolare rito in cui le bambine diventavano cummarelle du jiritiellu. Nello svolgimento varie pratiche sugli alimenti erano compresi.
Il corteo del ciuccio ha coinvolto tante generazioni tra bambini, adolescenti, giovani con diversificata partecipazione. Il fuoco finale che avviluppava il povero quadrupede era un momento di esaltazione per tutti e non riscontravano più motivo d’essere le origini propiziatorie dell’omaggio al soprannaturale e apotropaiche della tutela verso gli elementi avversi.
E così arriva
il 24 giugno 2017, giorno in cui gli amici del comitato spontaneo “Turu Turu” decidono di recuperare l’usanza a dispetto dei tempi che corrono sulla rete.

Sono arrivati dalla provincia di Reggio Calabria i due Giganti Rocco e Titina, un bell’esemplare di Ciuccio contemporaneo (costretto da motivi di sicurezza), trovando posto in piazza Commercio.
Alle ore 17,30 è iniziata da via Margherita la sfilata delle cummarelle unendosi ai giganti e al Ciuccio in piazza Commercio. Poco dopo le ore 18 i due gruppi hanno sfilato fino a piazza Cappuccini per una piacevole kermesse goliardica. Alle ore 18,30 i bambini hanno lasciato la comitiva che, a tal punto, ha iniziato il giro cittadino attraversando via Baldacchini, via Dogana, via Margherita, piazza Commercio, concludendo il festoso vagare il piazza Unità d’Italia (ex Mercato vecchio).
Ovviamente i motivi primari della sicurezza non hanno consentito in centro città, con somma gioia del quadrupede, di dar fuoco al somaro venuto dal reggino, facendo sollevare unicamente qualche contenuto furgulu in aria.
La serata è proseguita con una riconciliante pasta e ceci preparata dall’Auser cittadina e con la musica etnica di un composito gruppo di valenti strumentisti e vocalisti.
Una grande, bella, utile manifestazione che va nel solco delle specificità territoriali che ormai sono imprescindibili nel futuro di qualunque località che voglia definirsi turistica.
Antonio Cima 25-06-2017

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