Amantea. elezioni comunali 2017, effetto comizi

cima antonio

Amantea, elezioni amministrative 2017, ci siamo
A pensar male si fa peccato…ma a volte non lo puoi evitare
Quei comizi che fanno traballare i gradimenti
Proviamo ad immaginare i tre percorsi di governo

 di Antonio Cima 07-06-2017

La tornata elettorale comunale dell'11 giugno 2017 non resterà nei miei ricordi avendo deciso (a torto o ragione) di dedicarmi in tale periodo a tante cose che si fanno in Calabria coinvolgendo una vasta umanità sulle coste e sui rilievi montuosi.
Ma alla mezz’ora di attraversamento quotidiana di via Margherita, quando resto a casa, non si può rinunciare, tanto basta per cercare d’intuire (più che rilevare) gli umori del “volgo”.
Fin dal primo momento l’aria non è apparsa delle migliori. Da quando si vociferava di molte liste (che gli accorti davano per tre fin dall’inizio) e di quelle esuberanze (eufemismo) di sergenti di giornata che immaginavano di essere generali con grandi eserciti al seguito.
Dopo la travagliata gestazione il parto: la scontata lista “Menichino” che aumenta i candidati con una significativa presenza in zona Cesarini; la lista “Signorelli” avviata da tempo con fatica raggruppando vari volenterosi; la lista “Pizzino” che imbarca buoni naviganti e marinari i pilianu con un comandante in incognita che condizionerà tutte le rotte perseguibili.

Nel frattempo sono iniziati i comizi dei “Sindaci” che stanno orientando i pareri di alcuni elettori sulle figure che si propongono di occupare la stanza lasciata vuota da Monica Sabatino.
E’ mio fermo convincimento che le sorti di una elezione comunale, basata sull’appartenenza di poliedrica natura, non la cambiano i comizi. Può succedere (o meglio poteva succedere) alle Politiche in presenza di oratori di grandissimo livello.
A sentire, però, i pareri degli abituali sotto il palco, i comizi di Amantea 2017 qualche sbandamento lo stanno generando. In particolare una delle tre liste ha visto abbassare il proprio “titolo” in borsa al punto tale che (per ridurre ulteriori perdite) l’oratoria di piazza è stata praticamente annullata.
Questo fenomeno, in realtà, condiziona solo l’esile “buccia” della massa elettorale, quella che frequenta l’agorà; alla grande consistenza del “frutto” non arrivano neanche gli echi.
Per quanto sopra riconfermo la personale previsione pur con gli assestamenti che la mal destrezza da palco sta causando.

Noto un tenore di campagna elettorale diverso dal solito. L’entusiasmo iniziale è andato scemando nella lista “Azzurra” stabilizzandosi nelle altre due. Questo succede sempre nel ciclismo quando due inseguitori intravvedono il battistrada.
Potrò sbagliarmi, ma la mia personale impressione è che se qualcuno potesse tornare indietro lo farebbe. Gli egoismi che hanno dato vita ad una sommatoria d’interessi, con un cassiere in incognita, si stanno rivelando apprensivi.
Ma il diverso clima elettorale è diffuso, per un verso migliore del passato per la mancanza di manifesti attaccati su ogni metro di muro libero (almeno fino ad oggi). Anche il volantinaggio è diminuito, molto ridotti i santini, le buche della posta non intasate.
Mi chiedo se sia sopraggiunta la normalizzazione civica o qualcosa d’altro.
Certamente si tratta di una maggiore dignità complessiva dei candidati, ma s’intravvede anche una forma di preoccupazione inibente, una sorta di rimozione inconscia.

Persuaso che la consiliatura alle porte non potrà essere quella della riedificazione ma solo quella dello sbancamento delle macerie, tipo montagnetta di San Siro di Milano post bellica (che qualcuno deve pur fare), provo ad approfondire riflessioni già espresse e ad immaginare il futuro amministrativo cittadino con ognuno dei tre candidati con la fascia tricolore.

Lista “M5s” – se Francesca Menichino diventasse sindaco
La gente contenta in città sarebbe maggiore di quella andata decisa sul M5s nelle urne. Questo perché, a tal punto, tanti sarebbero liberi dall’appartenenza inibitoria pre-voto e guarderebbero avanti con occhio diverso.
La Giunta entrerebbe in carica non “per fare” immediatamente ma per stabilire ed avviare un modus operandi complessivo nell’organico e nei rapporti amministrazione-cittadini: le regole del "gioco".
Dedicherebbe il tempo necessario a guardare in tutti i cassetti per capire lo stato reale dell’arte. Sarebbe avviato nei tempi possibili un tentativo di normalizzazione delle riscossioni.
Di visibile vi sarebbe un miglioramento immediato del decoro cittadino.
Poi arriverebbe il momento di misurarsi con i privilegi diffusi nel territorio -che sono tantissimi- e qui faticherebbe un po visto che l’argomento è di complicata soluzione e di rilevante impatto.
Per i primi germogli ci vorrebbe un po.
I consiglieri dovrebbero affrontare un rapido tirocineo amministrativo vista l’estraneità del loro passato alla casa comunale.
La presenza di tanti assessori esterni sarebbe una esperienza senza precedenti al momento imprevedibile negli sviluppi.
proverbio: Aequam memento servare mentem

 

Lista “Una città nel cuore” – se Tommaso Signorelli diventasse sindaco
signorelli tommaso-amantea 2017Avrebbe il vantaggio di essere leader indiscusso del gruppo e di poter orientare la squadra senza fibrillazioni. Rapidamente sarebbe formata la giunta sulla quale stenderebbe il suo manto protettivo. Ci sarebbe un avvio rapido e sfavillante come i fuochi di Borgia nella festa del Rosario il 2 settembre.
Dei tre candidati è quello che meglio conosce il territorio in tutte le sue sfaccettature, forse è l’unico (non me ne vogliano gli altri). Non avremmo un governo di strategie, programmi, pianificazioni lungimiranti e filosofiche. Amministrare in passato significava immediatezza del fare, pala picu e metru (simboli del lavoro pratico ma non della programmazione), e risolvere le necessità emergenti del momento.
Ma questa è la facciata A.
La facciata B lo porterebbe a misurarsi con un organico ridotto e non propriamente in sintonia su tutto il fronte. Con una esperienza da assessore con le casse comunali piene ad uso immediato per qualsiasi necessità sul territorio, oggi non possibile.
Con la situazione attuale paurosamente debitoria tante “speranze” suscitate in campagna elettorale non potrebbero trovare alcun compimento: dovrebbe dare delle giustificazioni.
Si creerebbe un clima di voglia di fare, fare, fare senza i presupposti necessari.
Quando l’organo preposto avvierà la riscossione dei debiti pregressi il quadro del dissesto gradualmente sfoglierà l’album di famiglia e sarà difficile per tanti non riconoscersi in quelle foto. Non saprei supporre qualità e consistenza di questa maggioranza, ma forse per aspirare Amantea ad entrare nel novero de “Le Spighe Raccolte” dovremmo aspettare altri tempi.
Proverbio:
Felicium omnes sunt cognati

 

Lista “Azzurra” – se Mario Pizzino diventasse sindaco
pizzino mario amantea 2017La sommatoria d’interessi che ha generato questa lista diventerebbe una sommatoria di posizioni contrastanti, specchio della diversificata origine, provenienza, consistenza, aspirazione di ogni singolo eletto.
Ma questo sarebbe il meno perché il vero problema sorgerebbe nella individuazione del vero Virgilio della cantica amministrativa.
Ho già espresso il mio parere su questo aspetto -che confermo- ipotizzando due sindaci, uno de iure e uno de facto. I presupposti pare siano già emersi in numerose circostanze.
Qualunque decisione organizzativa sarebbe fortemente condizionata da voci fuori dal coro di governo. Si finirebbe in una diatriba sulla rappresentanza reale del potere di decisione della città disorientando gli amanteani.
Questa lista sarebbe connotata da consiglieri/assessori già presenti in passato tra gli scranni comunali. Ciò sembrerebbe un valore aggiunto che, invece, costituirebbe un peso per la faciloneria di spesa senza raziocinio (ma solo clientelare) maturata precedentemente. Il dissesto richiede una logica di assoluta rigidità e pertinenza estranea alla loro esperienza amministrativa.
A tutto ciò va aggiunto il “riguardo” per la lista “ombra” che avrà dentro la maggioranza qualche rappresentanza di peso. Non sarebbe, quella del sindaco Pizzino, una strada asfaltata e ben segnalata, ma un sentiero pietroso di difficoltoso cammino: sarebbe al quanto difficile cacciari tutt’i petri ‘i mmenza a via.
Proverbio:
Adulator propriis commodis tantum suadet.
Antonio Cima 07-06-2017
   



Lista “Movimento 5 Stelle
”candidato sindaco Francesca Menichino

Giovanni Bernardo
Francesca Sicoli
Gianni Pagliaro
Francesco Provenzano
Vincenzo Ianni
Anna La Barbera
Nicola Defina
Daniela Calvi
Massimo Scudiero
Vanessa Groe
Gino Fascetti
Giuseppe Munno
Camilla De Martino
Carlo Russo
Luigi Venerio
Giuseppe Miceli

Lista “Una città nel cuore”
candidato a sindaco Tommaso Signorelli

Pasquale Bonavita
Mario Bruno
Sharon Bruno
Gianluca Cannata
Elena Falsetti
Rossella Ferraro
Eleonora Gagliardi
Alfonso Giugno
Pasquale Mazzuca
Maurizio Motolese
Giusi Osso
Pellegrino Giuseppina
Rosario Roseto
Salvatore Alessandro
Simone Vairo
Marco Vetere

Lista “Azzurra”
candidato sindaco Mario Pizzino

Robert Aloisio
Elena Arone
Caterina Ciccia
Luca Ferraro
Vincenzo Giacco
Rocco Giusta
Andrea Ianni Palarchio
Monica Mastroianni
Sante Mazzei
Antonietta Munno
Emma Pati
Giacomo Perri
Francesca Policcichio
Marcello Socievole
Giuseppe Maria Vairo
Concetta Veltri

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Commenti  

 
#4 nato scoglio 2lv 2017-06-11 17:44
Dico che la gente e stufa di sentire chiacchere e promesse e che le liste bianche la faranno da padrone
Citazione
 
 
#3 ? 2017-06-09 10:42
Il problema, cara Mariateresa, è sapere cosa sono libertà e coscienza, perché si realizzi il tuo auspicio.
Citazione
 
 
#2 Elcif 2017-06-08 11:40
Buongiorno,
il tutto si potrbbe riassumere nella seguente locuzione latina:
Ab assuetis non fit passio.
Le cose comuni (abituali) non fanno impressione. E’ solo l’imprevisto che suscita la meraviglia.
Buon voto a tutti.
Citazione
 
 
#1 Mariateresa Bagnato 2017-06-08 00:03
Complimenti,Ant onio,la tua analisi ,arguta e veritiera,mette chiaramente a fuoco le tipologie delle tre liste,come da campagne elettorali.Mi auguro che ognuno voti liberamente secondo coscienza!
Citazione
 

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