Le Pullicinelle di Cellara

cellara pullicinelle 2018-031 Le Pullicinelle di Cellara
Nella Presila Cosentina lo straordinario evento
 Il venerdì prima dell'ultima domenica di agosto
Da Presila, Valle Crati, Reventino una massiccia affluenza

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Uno che viene a sapere di questo evento di Cellara senza avere cognizione di che trattasi, e annota un paesino di poco più di 400 abitanti, penserà a qualcosa di poca rilevanza, forse qualche esternazione di rione o contrada. Una volta che la serata delle Pullicinelle l’ha vissuta per la prima volta, rientrando a casa, proverà vergogna ed imbarazzo ad aver sottovalutato la manifestazione.
Pur svolgendosi nella fase delle vacanze estive, stranamente, ha rilevanza (comunque sostenuta) solo nel comprensorio allargato del Savutano, della Presila, del Reventino, della Valle Crati. A parer mio, per quanto ho stimato, apprezzato, valutato venerdì 24 agosto 2018, trattasi di un evento che potrebbe distinguersi nel panorama di settore a livello regionale.
Si sviluppa interamente nella serata di festa (correlata a quella di San Sebastiano della domenica successiva) ma impegna gli attivisti per almeno dieci giorni. La costruzione dei pupazzi richiede competenza, tempo, dedizione. Un buon numero di volontari si dedicano a tale compito nell’edificio che fu scuola cittadina ora chiusa per carenza di popolazione scolastica. Persone d’ogni fascia d’età si rendono disponibili per costruire le pullicinelle fatte prevalentemente di canne e carta; per il 2018 ne sono state realizzate 10 con ispirazione ai personaggi di Topolino. continua dopo le foto

Nella serata conclusiva la sala viene aperta alla popolazione intorno alle ore 20 per una sorta di gioviale convivio, le foto ricordo (compresi sindaco, medico, parroco del paese), di preparazione finale delle figure. Alle ore 21 tutti fuori. I preparativi conclusivi, le sagome vengono portate all'aperto su via Chiesa che costeggia la bellissima chiesa di San Pietro Apostolo che con le luci della notte esalta le sue fattezze.
Alle ore 21,30, dopo i fuochi che si elevano da dietro la chiesa e dai paletti dei recinti delle terre, inizia la sfilata risalendo sulla Strada Provinciale sp76. L’arteria viene attraversata fino al limite nord del paese accedendo alla centrale via V.Emanuele.
Per tutto il percorso è una esaltazione della felicità dei piccoli, della gioia dei genitori, della piacevolezza dei tanti ospiti, dell’appagamento degli organizzatori. Un caos ordinato, un frastuono armonico degli scatenati tummarinari (tamburinari), una invasione benvoluta, una partecipazione globale.
Si va avanti a ritmo lento. In vari punti fuochi come nei rioni periferici delle processioni, lungo la strada donne offrono vino e bibite non solo ai portatori accaldati. Arriviamo intorno alle ore 23 nello spiazzo che incrocia via V.Emanuele e via Roma davanti alla chiesa di S.Sebastiano. Qui c’è il palco con il gruppo musicale che avvia i ritmi della sfrenata danza che prende portatori e cittadini d’ogni età per circa mezz’ora. Con le figure ormai “straziate” dalla danza e dai contatti alle ore 23,30 tutte le sagome quasi spoglie continuano arrivando nello spiazzo ai limiti est del paese ove s’incrociano le sp75 e sp76. A tal punto viene dato fuoco alle malcapitate pullicinelle con l’apoteosi dei tamburi e della massa giovanile in un vortice individuale e collettivo di conclusiva danza. Non è ancora mezzanotte e dei dieci “eroi” allegorici di canna e carta resta la cenere a ricordare la gaiezza della serata.
La festa continua in centro paese con musica, bancarelle, profumi di ciò che le braci arrostiscono e i buoni palati gustano.
Antonio Cima 25-08-2018
per info storiche sull’evento veder su siti comunale:
http://www.comune.cellara.cs.it/index.php?action=index&p=228

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